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Il Mercante · n°163 · 8 gennaio 2026

Nuovo anno, nuove sfide

Il dato della settimana

+7% È la crescita della flotta globale di navi portacontainer su base annua. Al 1° gennaio 2026, la flotta globale supera le 7.100 navi per 33,5 milioni di TEU.

La citazione della settimana

« Le luci sul cruscotto geopolitico sono ancora rosse e il commercio viene ormai utilizzato come arma di guerra » ha affermato l’amministratore delegato di Xeneta, Patrik Berglund, nell’Ocean Freight Shipping per il 2026 della società norvegese.

Shipping: cosa riserva il 2026?

Se il nuovo anno si è aperto con un nuovo fronte caldo nella geopolitica globale, con il Venezuela sotto i riflettori, i mercati dei container sembrano non soffrirne. In effetti, i volumi totali movimentati in Venezuela attualmente rappresentano solo lo 0,5% dei volumi totali di container latinoamericani. Secondo Linerlytica, il 2026 si apre piuttosto con un sentiment positivo per il mercato dei container, con la crescita del TEU miglio che ha superato di gran lunga l’offerta. La domanda di merci in Estremo Oriente rimane molto stabile in vista delle festività del Capodanno cinese di febbraio, con tutte le principali attività commerciali di esportazione dalla Cina e dal Sud-est asiatico (a parte il Transpacifico) che continuano ad assorbire tutto il tonnellaggio disponibile delle navi. Le tariffe di noleggio rimangono molto stabili, soprattutto per le dimensioni maggiori superiori a 4.000 TEU, con il tonnellaggio di noleggio attualmente completamente esaurito, ma il test chiave deve ancora arrivare a marzo, quando la domanda si raffredderà e si prevede che più navi torneranno sulla rotta di Suez. Come sottolineano gli analisti di Ovresea, l ‘indice Drewry mostra volumi in forte aumento , così come i tassi: l’indice mostra un aumento del +20% nelle ultime 4 settimane sul commercio Asia–Nord Europa e del +47% su Asia–Med! Nel frattempo, però, i vertici delle principali compagnie container restano prudenti. Vincent Clerc, amministratore delegato di A.P. Moller – Maersk , ha parlato di un mercato caratterizzato da forte incertezza, con domanda e tariffe soggette a oscillazioni rapide e difficili da prevedere. L’attenzione, secondo il gruppo danese, resta sulla stabilità delle supply chain e sulla capacità di assorbire fasi di mercato meno favorevoli. Sulla stessa linea Rolf Habben Jansen, Ceo di Hapag-Lloyd , che ha definito il contesto “altamente volatile”, con noli sotto pressione e costi ancora elevati. In questo scenario, la disciplina sull’offerta e il controllo della capacità diventano centrali per evitare un deterioramento più marcato dei risultati economici. MSC , dal canto suo, ha annunciato aumenti delle tariffe FAK da circa l’8 al 15% a seconda delle destinazioni a partire dal 15 gennaio

Shipping: 2026, l’anno di Suez?

Il trasporto marittimo di container attraverso il Mar Rosso e il Canale di Suez potrebbe riprendere in modo esteso nel corso del 2026. L’ ipotesi emerge da un’analisi pubblicata il 23 dicembre 2025 da Xeneta, che individua cinque fattori che gli operatori della logistica e della committenza dovranno considerare nella pianificazione delle spedizioni future. Una ripresa che dipenderà principalmente dal miglioramento delle condizioni di sicurezza nell’area e dalla progressiva riduzione del rischio percepito dagli armatori. Il primo elemento di attenzione riguarda la sicurezza . Gli armatori, sottolinea Xeneta, tenderanno a rientrare nel Mar Rosso solo quando il rischio di attacchi sarà considerato strutturalmente ridotto e non semplicemente sotto controllo temporaneo. Le decisioni non dipenderanno da singoli eventi, ma da una valutazione continuativa della stabilità dell’area, con un peso rilevante attribuito ai costi assicurativi e alle condizioni imposte dai noleggiatori delle navi. Un secondo aspetto riguarda l’impatto sulla capacità. Il ritorno alle rotte più brevi attraverso Suez libererebbe una quota significativa di stiva oggi impegnata su viaggi più lunghi. Xeneta evidenzia che questo effetto potrebbe tradursi rapidamente in un eccesso di capacità sulle principali direttrici est-ovest, soprattutto se coincidesse con l’entrata in servizio delle nuove portacontainer ordinate negli ultimi anni. In tale scenario, la pressione al ribasso sui noli sarebbe consistente, con effetti particolarmente visibili sulle tratte Asia-Europa. Il terzo fattore è la volatilità dei noli . L’analisi segnala che il passaggio da una situazione di scarsità di capacità a una di abbondanza potrebbe avvenire in tempi molto brevi. Per i caricatori, questo comporta il rischio di fissare contratti a livelli di nolo non più allineati al mercato nel giro di pochi mesi. Xeneta invita quindi a valutare con attenzione la durata degli accordi e le clausole di adeguamento, soprattutto nella fase di transizione verso il 2026. La gestione dei contratti rappresenta il quarto punto critico. Dopo un lungo periodo caratterizzato da deviazioni obbligate e servizi irregolari, la riapertura del Mar Rosso modificherà nuovamente gli equilibri tra noli spot e contrattuali. Secondo Xeneta, i caricatori dovranno bilanciare l’esigenza di stabilità dei costi con la flessibilità necessaria per adattarsi a un mercato in rapido cambiamento. In questo contesto, una quota maggiore di volumi indicizzati potrebbe ridurre il rischio di scostamenti significativi rispetto ai livelli di mercato. Infine, l’affidabilità dei servizi resta un tema centrale. Il ritorno alle rotte via Suez migliorerebbe i tempi di transito e la puntualità, ma la fase iniziale potrebbe essere caratterizzata da riorganizzazioni operative, cambi di rotazione e aggiustamenti delle alleanze tra compagnie. Xeneta sottolinea che i benefici in termini di regolarità non saranno immediati e che, almeno nella prima fase, i caricatori dovranno continuare a pianificare con margini di sicurezza. Nel complesso, l’analisi di Xeneta descrive il 2026 come un anno di transizione per il trasporto globale di container. Il ritorno nel Mar Rosso appare probabile su larga scala, ma non privo di incertezze operative e di mercato.

AirCargo: se la volatilità diventa la norma

La prima settimana dell’anno coincide con un drastico calo delle tariffe del cargo aereo globale , secondo i dati del TAC Index. Il Global Baltic Air Freight Index è calato in effetti del 14,1%. Anche la capacità si riduce, con una caduta del 10% secondo i dati di Rotate, con il calo maggiore registrato sulla rotta America Latina-Europa, dove la capacità è scesa del 33%. Che si prepari un nuovo anno di incertezza ? Secondo diversi analisti, il cargo aereo europeo entrerà nel 2026 con un mercato in ricalibrazione strategica. Dopo un anno caratterizzato da tendenze imprevedibili della domanda, spostamenti delle rotte commerciali e crescenti controlli normativi, gli operatori non sono alle prese con un’interruzione temporanea, ma con un cambiamento più strutturale nel modo in cui le reti merci vengono costruite e gestite. I modelli di pianificazione stagionale e di pianificazione operativa stanno cedendo il passo a un approccio reattivo e pressoché continuo, guidato dai cambiamenti geopolitici, dalle politiche commerciali in corso e dalle crescenti richieste di conformità . Il 2025 ha riaffermato una nuova realtà operativa: la volatilità è diventata radicata nel mercato. Tra gli elementi significativi c’è senza dubbio l’e-commerce. Il commercio elettronico transfrontaliero sta entrando infatti in una nuova fase normativa, modellata non dalla domanda del mercato o dalle aspettative dei consumatori, ma dall’applicazione delle norme e dagli obblighi in materia di dati. Questo è l’avvertimento centrale di Martin Palmer, Partner in Supply Chain Compliance, che ritiene che il 2025 abbia rappresentato un punto di svolta nel modo in cui i governi affrontano i pacchi di basso valore —e che il 2026 potrebbe portare aggiustamenti ancora più netti. 👋 Ci vediamo la prossima settimana, Il Team Il Mercante

Sources

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