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Il Mercante · n°168 · 12 febbraio 2026

Occhio alla congestion !

Il dato della settimana

1.315 Sono le navi che hanno attraversato il Canale di Suez dal 1 gennaio 2026, secondo le statistiche di navigazione della Suez Canal Authority.

La citazione della settimana

« La sospensione dei dazi portuali ha permesso agli operatori di consolidare la riorganizzazione delle proprie flotte » ha commentato l’inglese MSD Transmodal in merito alla riduzione del 6% della presenza delle navi cinesi sulle tratte USA, da gennaio 2025 a gennaio 2026.

Congestione da China New Year

Ci siamo. A ridosso del Capodanno cinese, la congestione dei porti del Sol Levante non si è fatta attendere . Come evidenziano gli analisti di Ovrsea, Qingdao risulta essere il porto più saturo al momento con la ragionevole certezza che tutti i container che non si trovano ancora sul terminal subiranno ritardi dopo il CNY. Sul fronte di Shanghai / Ningbo si aspetta qualche ritardo nel carico di alcuni container la cui partenza era prevista prima del CNY, mentre a Shenzhen la congestione è ufficialmente iniziata. Parallelamente, la domanda di TEU-miglio è in aumento su base annua proprio in ragione della data del Capodanno cinese di quest’anno che cade tardivamente. Ora, questa domanda più elevata mantiene elevate le tariffe charter, poiché i vettori continuano a inseguire il tonnellaggio, nonostante la redditività continui a deteriorarsi. Le tariffe del trasporto merci continuato a scendere , con Maersk che ha avvertito che la debolezza delle tariffe potrebbe persistere più a lungo del previsto. Secondo Ovresea, la tendenza al ribasso non si fermerà al CNY. Per il periodo successivo alle festività, infatti, cominciano ad apparire alcune offerte estremamente basse da parte di alcuni spedizionieri, per quanto sorprendente questo possa sembrare. Le compagnie scommettono. Con la congiuntura in corso, dopotutto, si naviga a vista !

I big carriers fanno shopping

Se da un lato i noli calano, la fiducia dei Big sembra resistere. La situazione congiunturale e i problemi di overcapacity non frenano infatti le mire di ampliamento delle flotte delle grandi compagnie che commissionano nuove costruzioni alle società cantieristiche. L’ultima in ordine di tempo è Maersk , che ha siglato con i cantieri navali cinesi contratti per la realizzazione di otto newbuilding da 18.600 TEU di capacità. Con la nuova commessa, la società armatoriale di Copenaghen ha ora in ordine 33 navi. Si tratta del 25,6% della flotta attuale. Pochi giorni prima era stata MSC ad annunciare un nuovo maxi ordine, raddoppiando la commessa di 16 navi neo-panamax LNG dual-fuel da 11.500 TEU per un valore complessivo di 2,24 mld. Secondo la classifica stilata da Alphaliner, i principali carrier hanno oggi un portafoglio ordini ben superiore a quello di Maersk. CMA CGM, Wan Hai, Evergreen, PIL ed Emirates Shipping Line hanno ad esempio un orderbook superiore al 40% delle loro flotte. MSC, COSCO, Yangming, Unifeeder e Sinokor hanno portafogli ordini superiori al 30%. Soltanto Hapag-Lloyd, HMM, X-Press Feeders, IRISL e Global Feeder Shipping hanno portafoglio ordini più piccoli del gigante danese. “ Un portafoglio ordini grande non è necessariamente un vantaggio in vista del prossimo downcycle ” afferma in un post su Linkedin il ceo di Vespucci Maritime, Lars Jensen , che sottolinea come le compagnie di navigazione stiano però puntando obiettivi di lungo periodo , che vanno ben oltre il prossimo triennio. “ È in gioco il loro riposizionamento per il nuovo decennio, quando, probabilmente, il settore si troverà a vivere una nuova fase ciclica ” afferma ancora l’esperto analista, secondo il quale, le attività di demolizione, sia pure in ripresa rispetto a qualche mese fa, non riusciranno ad assorbire l’eccesso di offerta: “ A parità di età, saranno demolite le navi più piccole – fa osservare -,ne consegue che lo scrapping contribuirà a ridurre in modo marginale la capacità offerta ”.

La Cina è vicina per MSC

Che si tratti di cargo aereo o marittimo, il big MSC cresce a Est . La divisione cargo aereo scalda i motori in vista del lancio di un nuovo collegamento tra Malpensa e Shanghai, scalo in cui intende insediare il suo hub per l’area dell’Asia Pacifico. Il prossimo 3 marzo, infatti, prenderà il via il nuovo servizio tra lo scalo milanese e quello di Pudong. Il collegamento – spiega la compagnia – rafforza la sua presenza nei corridoi chiave Asia – Europa e rafforza ulteriormente “ l’impegno di lungo termine ” nello scalo cinese, fondamentale in particolare “ per merci specializzate e time-sensitive ”. Al riguardo, Msc Air Cargo ha anche segnalato di avere siglato a fine 2025 un protocollo di intesa con Shanghai Airport Authority Logistics Development Co., una controllata di Shanghai Airport Authority (società di stato che gestisce gli aeroporti di Pudong e Hongqiao), allo scopo di “ supportare lo sviluppo di Pudong come hub core del suo network ” nell’area dell’Asia Pacifico. E l’espansione del colosso italo-svizzero non si ferma qui. MSC ha annunciato il lancio di un nuovo servizio Firehorse che collegherà Shanghai, Ningbo, Singapore, Surabaya, Semarang, Singapore e Shanghai a partire dal 5 marzo 2026 . Il servizio entrerà in azione tra 28 giorni e schiererà 4 navi da 2.500 teu a partire dalla MSC PALATIUM III da 2.546 teu a Shanghai il 5 marzo. MSC lancerà inoltre un nuovo servizio Kouprey che collegherà Sihanoukville, Singapore, Sihanoukville dal 27 febbraio. Aponte docet. 👋 Ci vediamo la prossima settimana, Il Team Il Mercante

Sources

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