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Il Mercante · n°189 · 9 luglio 2026

Occhio allo stretto !

Il dato della settimana

Sono gli attacchi navali operati in 24 ore contro il trasporto marittimo commerciale attorno allo Stretto di Hormuz. Lo stretto è tornato immediatamente in modalità crisi dopo la reazione statunitensi e la nuova escalation nel Golfo.

La citazione della settimana

« I volumi legati all’Ai continuano a compensare il calo del traffico dell’e-commerce, il principale motore di crescita del trasporto aereo merci negli ultimi 2-3 anni » È quanto riporta Xeneta nel suo ultimo aggiornamento mensile, riscontrando per giugno un significativo aumento della domanda di spedizioni per via aerea (+7%), sulla spinta degli invii di hardware per usi connessi alla intelligenza artificiale e di semiconduttori.

Prove di resilienza

Non c’è pace per il traffico marittimo. La tregua USA/Iran non dura ma il settore cerca stabilità e prova a restare solido. La buona notizia è che le navi bloccate all’interno dello Stretto di Hormuz sono scese a 21 unità e la maggior parte di esse è già stata evacuata nelle ultime 3 settimane. La disponibilità di container rimane tuttavia molto limitata e ciò si riflette nell’aumento delle tariffe di noleggio e dei prezzi di rivendita mentre i vettori si affrettano a garantire qualsiasi tonnellaggio aperto per trarre vantaggio dall’aumento delle tariffe di trasporto. L’SCFI ha superato quota 3.300 nonostante alcuni aumenti delle tariffe del 1° luglio siano stati annullati ; in particolare, le tariffe transpacifiche hanno resistito molto bene, nonostante i futures sul trasporto merci della CE suggeriscano che le tariffe Asia-Europa potrebbero aver già raggiunto il picco. I nostri analisti si aspettano un mercato piuttosto stabile per tutto luglio. Nonostante le numerose partenze a vuoto annunciate da CMA CGM (FAL2 e FAL8) e MSC (MSC CAPELLA), la capacità si sta gradualmente stabilizzando, con segnali di allentamento. I BCO più vincolati cercano ancora di assicurarsi spazio, anche se ciò significa pagare premi vicini ai livelli FAK. Tuttavia, le offerte spot per le partenze entro i prossimi 10 giorni stanno diventando sempre più disponibili a tariffe più competitive, il che indica che il mercato sta iniziando a riequilibrarsi. I vettori hanno continuato a beneficiare di un’alta stagione anticipata e compressa, con i rivenditori statunitensi che hanno mantenuto elevati volumi di importazione mentre caricavano in anticipo le merci in vista di potenziali modifiche tariffarie e delle vacanze imminenti . L’utilizzo delle navi è rimasto elevato lungo le rotte commerciali dall’Asia agli Stati Uniti, con la capacità ancora limitata dai controlli sull’assegnazione dei vettori, dalle partenze a vuoto e dagli adeguamenti selettivi dei servizi. Sebbene le tariffe di trasporto siano rimaste a livelli storicamente elevati, il ritmo degli aumenti settimanali ha iniziato a moderarsi poiché i vettori si sono concentrati sul mantenimento dei prezzi attuali piuttosto che sull’implementazione di ulteriori significativi aumenti delle tariffe generali. Stiamo ancora riscontrando una continua scarsa disponibilità di spazi, in particolare sui servizi verso la costa orientale degli Stati Uniti, il che rende fondamentale prenotare e prevedere in anticipo per mantenere l’affidabilità della catena di fornitura. La prudenza resta elevata.

Rotta su Suez

Se lo stretto di Ormuz torna ad essere una polveriera, i big fanno rotta su Suez . I colossi Maersk e Hapag-Lloyd, infatti, hanno annunciato che riproveranno a transitare per il Canale di Suez attraverso il servizio congiunto Gemini AE15/SE3. La decisione, tuttavia, comporta un drastico taglio delle tappe previste. Il nuovo itinerario, modificato con effetto immediato, si limiterà a toccare i porti di Qingdao, Kwangyang, Ningbo, Tanjung Pelepas, Port Said, Damietta, Colombo e Singapore, prima di rientrare a Qingdao. Saltano completamente, invece, gli scali programmati nei porti turchi di Canakkale, Yarimca e Ambarli. Secondo gli analisti di Linerlytica, questa mossa potrebbe innescare un effetto domino, spingendo l’alleanza Gemini a reindirizzare ulteriori navi verso Suez . La fuga verso la via d’acqua marittima permetterebbe infatti ai due vettori di guadagnare efficienza sui tempi di transito (oggi più lunghi a causa del dirottamento verso il Capo di Buona Speranza) e recuperare parte del terreno perduto sui diretti rivali. Nei prossimi 18 mesi, Maersk e Hapag-Lloyd sono però destinate a scivolare ancora più in basso nella classifica globale dei vettori marittimi, sorpassate da rivali che crescono a ritmi molto più serrati. In cima alla classifica, MSC continua a fare il vuoto dietro di sé: il leader di mercato sta ampliando il divario con tutti i concorrenti e punta a superare una flotta record da 9 milioni di TEU entro il 2029. Ma attenzione, la francese CMA CGM non è da meno. Il gruppo di Rodolphe Saadé ha infatti aumentato la propria capacità di 235.500 TEU, registrando un incremento del 5,7% e superando MSC, che nello stesso periodo si è fermata a quota 205.000 TEU. chi la spunta?

Panama a rischio siccità

C’è crisi nelle vie d’acqua, difficile dire il contrario. Mentre si ridisegnano le rotte globali, per guerre o per strategie, l’Autorità del Canale di Panama ha comunicato ad agenti marittimi, armatori e operatori che, a partire dal 24 luglio, ridurrà il pescaggio massimo autorizzato nelle chiuse Neopanamax a 14,94 metri. Un’ulteriore riduzione a 14,78 metri scatterà il 15 agosto. L’autorità ha dichiarato che la misura rientra nella propria strategia di gestione idrica per garantire il funzionamento sicuro e affidabile del canale nelle attuali condizioni idrologiche, tenendo conto anche del possibile sviluppo del fenomeno di El Niño sul bacino idrografico nei prossimi mesi. Ha inoltre aggiunto che i livelli dei laghi e le proiezioni idrologiche continueranno a essere monitorati, annunciando ulteriori modifiche operative se necessario. Per il momento non siamo ancora ai livelli drammatici della crisi del biennio 2023-2024 – quando il taglio drastico degli slot giornalieri paralizzò il traffico, costringendo i colossi del mare a circumnavigare i continenti con pesanti ripercussioni sulle catene di approvvigionamento mondiali, ma la mossa riaccende i riflettori sulla vulnerabilità di uno dei principali snodi del commercio marittimo globale.

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