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Il Mercante · n°189 · 9 luglio 2026

Occhio allo stretto !

Visualizzare nel browser L’essenziale in sintesi

Il dato della settimana

Sono gli attacchi navali operati in 24 ore contro il trasporto marittimo commerciale attorno allo Stretto di Hormuz. Lo stretto è tornato immediatamente in modalità crisi dopo la reazione statunitensi e la nuova escalation nel Golfo.

La citazione della settimana

« I volumi legati all’Ai continuano a compensare il calo del traffico dell’e-commerce, il principale motore di crescita del trasporto aereo merci negli ultimi 2-3 anni » È quanto riporta Xeneta nel suo ultimo aggiornamento mensile, riscontrando per giugno un significativo aumento della domanda di spedizioni per via aerea (+7%), sulla spinta degli invii di hardware per usi connessi alla intelligenza artificiale e di semiconduttori.

Prove di resilienza

Rotta su Suez

Se lo stretto di Ormuz torna ad essere una polveriera, i big fanno rotta su Suez . I colossi Maersk e Hapag-Lloyd, infatti, hanno annunciato che riproveranno a transitare per il Canale di Suez attraverso il servizio congiunto Gemini AE15/SE3. La decisione, tuttavia, comporta un drastico taglio delle tappe previste. Il nuovo itinerario, modificato con effetto immediato, si limiterà a toccare i porti di Qingdao, Kwangyang, Ningbo, Tanjung Pelepas, Port Said, Damietta, Colombo e Singapore, prima di rientrare a Qingdao. Saltano completamente, invece, gli scali programmati nei porti turchi di Canakkale, Yarimca e Ambarli. Secondo gli analisti di Linerlytica, questa mossa potrebbe innescare un effetto domino, spingendo l’alleanza Gemini a reindirizzare ulteriori navi verso Suez . La fuga verso la via d’acqua marittima permetterebbe infatti ai due vettori di guadagnare efficienza sui tempi di transito (oggi più lunghi a causa del dirottamento verso il Capo di Buona Speranza) e recuperare parte del terreno perduto sui diretti rivali. Nei prossimi 18 mesi, Maersk e Hapag-Lloyd sono però destinate a scivolare ancora più in basso nella classifica globale dei vettori marittimi, sorpassate da rivali che crescono a ritmi molto più serrati. In cima alla classifica, MSC continua a fare il vuoto dietro di sé: il leader di mercato sta ampliando il divario con tutti i concorrenti e punta a superare una flotta record da 9 milioni di TEU entro il 2029. Ma attenzione, la francese CMA CGM non è da meno. Il gruppo di Rodolphe Saadé ha infatti aumentato la propria capacità di 235.500 TEU, registrando un incremento del 5,7% e superando MSC, che nello stesso periodo si è fermata a quota 205.000 TEU. chi la spunta?

Panama a rischio siccità

C’è crisi nelle vie d’acqua, difficile dire il contrario. Mentre si ridisegnano le rotte globali, per guerre o per strategie, l’Autorità del Canale di Panama ha comunicato ad agenti marittimi, armatori e operatori che, a partire dal 24 luglio, ridurrà il pescaggio massimo autorizzato nelle chiuse Neopanamax a 14,94 metri. Un’ulteriore riduzione a 14,78 metri scatterà il 15 agosto. L’autorità ha dichiarato che la misura rientra nella propria strategia di gestione idrica per garantire il funzionamento sicuro e affidabile del canale nelle attuali condizioni idrologiche, tenendo conto anche del possibile sviluppo del fenomeno di El Niño sul bacino idrografico nei prossimi mesi. Ha inoltre aggiunto che i livelli dei laghi e le proiezioni idrologiche continueranno a essere monitorati, annunciando ulteriori modifiche operative se necessario. Per il momento non siamo ancora ai livelli drammatici della crisi del biennio 2023-2024 – quando il taglio drastico degli slot giornalieri paralizzò il traffico, costringendo i colossi del mare a circumnavigare i continenti con pesanti ripercussioni sulle catene di approvvigionamento mondiali, ma la mossa riaccende i riflettori sulla vulnerabilità di uno dei principali snodi del commercio marittimo globale.

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