Dogana, dazi doganali e tariffe
Dazi doganali all'import: chi paga, come calcolarli e ridurli?
All'import, i dazi doganali sono dovuti dall'importatore (il destinatario), salvo con l'Incoterm DDP in cui se ne fa carico il venditore. Si calcolano applicando un'aliquota, determinata dal codice HS della merce, al valore in dogana (di norma il valore CIF: merce + assicurazione + nolo). L'IVA si aggiunge poi su questo totale. Per ridurre la fattura: classifica correttamente i prodotti, sfrutta gli accordi di origine preferenziale e i regimi doganali adatti.
La dogana è spesso vissuta come una scatola nera dagli importatori: una voce di costo mal anticipata, regole mutevoli, e un tema reso scottante dall’instabilità tariffaria del 2025-2026. Ecco i principi che non cambiano, e le leve concrete per tenere sotto controllo la fattura.
Chi paga i dazi doganali?
All’import, il soggetto tenuto al pagamento è in linea di principio l’importatore, cioè il destinatario della merce. È lui ad assolvere i dazi doganali e l’IVA all’import.
La grande eccezione dipende dall’Incoterm scelto con il fornitore:
- In DDP (Delivered Duty Paid), è il venditore a farsi carico di dazi e imposte fino alla consegna.
- In FOB, CIF o EXW, è l’acquirente a esserne responsabile una volta importata la merce.
La scelta dell’Incoterm non è quindi solo una questione di trasporto: decide anche chi sopporta il costo e il rischio doganali.
Come si calcolano dazi e IVA
Il calcolo segue sempre la stessa logica:
- Il valore in dogana: di norma il valore CIF - prezzo della merce + assicurazione + nolo fino alla frontiera dell’UE.
- I dazi doganali: si applica a questo valore l’aliquota corrispondente al codice HS del prodotto. Questo codice (sistema armonizzato) è la variabile decisiva.
- L’IVA all’import: si calcola sul valore in dogana maggiorato dei dazi e di alcuni costi.
In altre parole, due prodotti di pari valore possono sopportare dazi molto diversi a seconda della loro classificazione tariffaria. Da qui l’importanza di classificare bene.
Le 4 leve per ridurre l’esposizione
- Classificare correttamente (codice HS): una classificazione approssimativa fa spesso pagare troppo, o espone a una rettifica. In caso di dubbio, un’Informazione Tariffaria Vincolante (ITV) mette in sicurezza la classificazione.
- Sfruttare l’origine preferenziale: gli accordi di libero scambio consentono dazi ridotti o nulli quando la merce soddisfa le regole di origine. Servono però i giustificativi.
- Usare i regimi doganali: deposito doganale (differire il pagamento), perfezionamento attivo (trasformare prima della riesportazione), ecc., utili a seconda del tuo modello.
- Verificare il valore in dogana: assicurarsi che sia correttamente determinato, né sopravvalutato né sottovalutato.
Un contesto tariffario instabile
I dazi doganali sono diventati anche un tema geopolitico. I ribaltamenti sui dazi americani, la fine programmata di alcune franchigie e i contenziosi in corso rendono l’ambiente particolarmente mutevole. La nostra newsletter Le Chargeur segue queste evoluzioni settimana dopo settimana, vedi le edizioni collegate qui sotto. L’atteggiamento giusto non è anticipare tutto, ma mantenere una catena abbastanza agile da assorbire i cambiamenti.
Il ruolo dello spedizioniere
Uno spedizioniere capace di gestire lo sdoganamento ti fa guadagnare su due fronti: attiva le leve di riduzione (classificazione, origine, regimi) e anticipa lo sdoganamento prima dell’arrivo della nave, il che evita le controstallie. In OVRSEA, la gestione dogana è integrata al resto della prestazione di trasporto, il che evita di destreggiarsi tra più fornitori e rende più fluido l’arrivo delle merci.
Da distinguere: lo spedizioniere organizza il trasporto; il doganalista (dichiarante) redige la dichiarazione. Molti operatori, tra cui OVRSEA, riuniscono le due funzioni, un punto da verificare nella scelta del tuo partner.
FAQ
Chi paga i dazi doganali all'importazione?
In linea generale è l'importatore, cioè il destinatario della merce, a essere tenuto al pagamento dei dazi doganali e dell'IVA all'import. L'eccezione è l'Incoterm DDP (Delivered Duty Paid), in cui il venditore si fa carico dell'insieme di dazi e imposte fino alla consegna.
Come calcolare dazi e IVA importando dalla Cina?
Si parte dal valore in dogana, di norma il valore CIF (prezzo della merce + assicurazione + nolo fino alla frontiera). Vi si applica l'aliquota di dazio corrispondente al codice HS del prodotto per ottenere i dazi. L'IVA all'import si calcola poi sul valore in dogana maggiorato dei dazi e di alcuni costi. Il codice HS è quindi la variabile chiave.
Come ridurre i dazi doganali all'import?
Quattro leve principali: classificare correttamente il prodotto (un codice HS sbagliato fa spesso pagare troppo), sfruttare gli accordi di libero scambio e l'origine preferenziale quando la merce vi è ammissibile, ricorrere ai regimi doganali adatti (deposito doganale, perfezionamento attivo), e verificare il valore in dogana dichiarato. Uno spedizioniere o un doganalista ti aiuta ad attivare queste leve.
Come aiuta uno spedizioniere sulla dogana?
Uno spedizioniere che gestisce lo sdoganamento classifica i tuoi prodotti, redige la dichiarazione, calcola dazi e IVA, anticipa lo sdoganamento prima dell'arrivo per evitare le controstallie, e ti consiglia sui regimi e gli accordi che riducono l'esposizione. Ciò evita di moltiplicare i fornitori e rende più fluido l'arrivo della merce.
Come classificare correttamente il mio prodotto (codice HS) per non pagare troppo?
Il codice HS (sistema armonizzato) determina l'aliquota di dazio applicata. Una classificazione approssimativa può comportare un sovraccosto duraturo o un rischio di rettifica. Appoggiati alla nomenclatura doganale, richiedi se necessario un'Informazione Tariffaria Vincolante (ITV), e fai convalidare la classificazione da un doganalista.