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Il Mercante · n°123 · 20 febbraio 2025

Quale capacità per il 2025 ?

Il dato della settimana

500.000.000 $ L’alleanza di Maersk con Hapag-Lloyd dovrebbe permettere di risparmiare questa somma nel secondo semestre, secondo Vincent Clerc, amministratore delegato di Maersk.

La citazione della settimana

« Niente di più, niente di meno! » Donald Trump annuncia, il 17 febbraio su X, che gli Stati Uniti applicheranno dazi doganali reciproci a tutti i paesi che ne applicano ai prodotti americani (leggere qui sotto).

Una ripresa post-CNY in acque torbide?

Dopo un mese di febbraio segnato da un basso volume di spedizioni post-Capodanno cinese, le compagnie di navigazione riusciranno a invertire la tendenza? Nulla è meno sicuro, dato che l’equilibrio tra offerta e domanda resta fragile, e che le incertezze si accumulano su più fronti.

Mentre si entra nella terza e ultima settimana post-CNY, il rallentamento continua. Secondo gli ultimi dati del World Container Index (WCI), i tassi tra Shanghai e Rotterdam sono calati dell’8%, e quelli tra Shanghai e Genova del 10%. Questa correzione dei prezzi si inscrive in un contesto di rallentamento generalizzato della domanda in Europa, rafforzato dalla prudenza degli importatori e dalla saturazione delle scorte. Per contrastare questo calo dei tassi e al fine di raddrizzare la tendenza, le compagnie di navigazione hanno annunciato General Rate Increases (GRI), tra +1.500 e +2.000 USD sui tassi SPOT/FAK. Resta da vedere se questi aumenti saranno realmente applicati, o se il mercato li assorbirà rapidamente. Per far fronte a una domanda piuttosto fiacca e alla congestione nei porti del nord Europa, le compagnie ricorrono ai blank sailings a marzo.

Queste riduzioni di capacità sono inseparabili dalla ristrutturazione in corso delle alleanze marittime. La riorganizzazione delle reti tra l’Asia e l’Europa del Nord dovrebbe comportare una diminuzione dell’11% della capacità settimanale totale, passando da 249.000 a 221.000 TEU. Questo calo deriva sia dalla fine degli accordi di condivisione delle navi tra 2M e THE Alliance sia dall’emergere di nuove alleanze, in particolare Gemini Cooperation e Premier Alliance.

Numerose imprese hanno rinviato le loro gare d’appalto annuali in attesa della fine delle festività del Capodanno cinese, sperando di beneficiare di condizioni più favorevoli. Peraltro, al fine di garantirsi volumi sotto contratto, alcune compagnie offrono sconti fino al 28% sui contratti di più di sei mesi, il che riflette la complessità attuale delle trattative tra caricatori e compagnie di navigazione. Questa divergenza tra SPOT e contratti a lungo termine impatta le pratiche dei caricatori, aprendo una « affascinante dinamica di negoziazione tra acquirenti e venditori », secondo Emily Stautsboll, analista di Xeneta.

Nessun San Valentino per i dazi doganali

Venerdì 14 febbraio, JD Vance ha tenuto un discorso di grande rilievo alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza. In pieno San Valentino, il vicepresidente intendeva chiaramente marcare che la relazione transatlantica era al minimo dal 1945. Tre giorni dopo, Donald Trump pubblicava un testo su X in cui enunciava la posizione della sua amministrazione nel conflitto doganale aperto dal suo insediamento: gli Stati Uniti imporranno dazi reciproci uguali a quelli fatturati dagli altri paesi, includendo in particolare i sistemi di IVA, le barriere commerciali non monetarie e le sovvenzioni giudicate ingiuste. Ecco che suona la fine di un sistema commerciale internazionale inaugurato nel 1948 con l’Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio (GATT).

È una svolta di tale portata da suscitare vere tensioni all’interno del partito repubblicano, con alcune voci che si levano contro una possibile guerra doganale che impatterebbe pesantemente l’industria americana.

Eppure, nel breve termine, l’effetto sui porti americani sembra limitato. Il commercio con le prime nazioni prese di mira da Trump — principalmente il Canada e il Messico — dipende in gran parte dal trasporto stradale e ferroviario. Nonostante l’annuncio di un aumento del 10% sui prodotti cinesi, il traffico portuale resta relativamente stabile. Valutazioni recenti annunciano 2,11 milioni di TEU a gennaio e 1,96 milioni a febbraio nei porti americani (esclusi il porto di New York/New Jersey e il porto di Miami), a testimonianza sia della resilienza del settore portuale sia dell’adozione crescente del frontloading dopo l’annuncio dei nuovi piani tariffari da parte dell’amministrazione Trump.

Ma l’evoluzione delle relazioni tra gli Stati Uniti e l’Europa potrebbe modificare durevolmente il panorama commerciale. La recente introduzione del piano di dazi reciproci – volto a correggere ciò che l’amministrazione qualifica come « ingiustizia commerciale » – ha provocato una reazione virulenta della Commissione europea, che ritiene che tali misure « tassano i cittadini americani, aumentano i costi per le imprese e frenano la crescita ». Peraltro, il progressivo sgretolamento delle relazioni transatlantiche rischia di riorientare i flussi mondiali. Si constatano già aggiustamenti su altri assi: i volumi di container spediti dalla Cina verso il Messico sono per esempio aumentati del 76% tra il 2019 e il 2024, e quelli verso il Canada del 54% nello stesso periodo. Se nuove misure tariffarie dovessero estendersi, la dinamica potrebbe spingere più compagnie a ripensare le loro strategie, o addirittura a modificare le loro rotte di trasporto, per minimizzare gli impatti economici a lungo termine.

In sintesi, una domanda si pone: a chi gioverà la rottura transatlantica?

Import Cina: un mercato caotico

La ripresa post-CNY per il momento non ha luogo nel settore del trasporto aereo merci, che conosce attualmente un periodo di stagnazione tariffaria. La forte diminuzione del volume di e-commerce, accentuata dalle vacanze annuali e dalle chiusure delle fabbriche, mantiene i prezzi al ribasso. Questa situazione si traduce in annullamenti massicci di voli, che sostengono i prezzi pur riflettendo la mancanza di domanda globale.

Nelle settimane a venire, le conseguenze di questi annullamenti di voli dovrebbero farsi sentire sul mercato, con una leggera risalita delle tariffe a causa della riduzione dell’offerta, ma questo aumento potrebbe restare moderato a causa della debole domanda globale. Questo calo di volumi significativo — con diminuzioni notevoli rispetto al 2024 — e i recenti annunci dell’amministrazione Trump sulla soppressione dei de minimis lasciano intravedere una fragilità persistente del trasporto aereo merci proveniente dalla Cina nelle settimane a venire.

Un dilemma corneliano per l’industria marittima: GNL o metanolo?

Gli obiettivi di riduzione delle emissioni dell’Organizzazione Marittima Internazionale per il 2030 si avvicinano. Secondo un’analisi firmata Greg Knowler per il Journal of Commerce, l’industria marittima affronta oggi scelte strategiche corneliane riguardo ai carburanti alternativi, in particolare il GNL e il metanolo, che rappresentavano insieme il 70% degli ordini di nuove navi nel 2024. Il dilemma è esacerbato da incertezze importanti sulla disponibilità su larga scala di questi carburanti e sull’evoluzione delle normative ambientali. Insomma, la pianificazione a lungo termine è particolarmente ardua per gli armatori. C’è da stupirsi che il malumore cresca tra questi ultimi contro l’uso dei biocarburanti?

👋 Alla settimana prossima, Il team di Il Mercante

Fonti

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