Il Mercante · n°150 · 25 settembre 2025
I pirati non fermano il cargo aereo
- 🚢 Tassi in continuo calo
- ✈️ I pirati non fermano il cargo aereo
🚅 L’impatto dello sciopero sul cargo
Il dato della settimana
+20,2% È l’aumento delle immatricolazioni dei rimorchi e semirimorchi con massa totale a terra superiore alle 3,5 tonnellate a luglio 2025, rispetto allo stesso mese del 2024.
La citazione della settimana
« L’accordo tra USA e UK ha il merito di riconoscere i benefici economici del nucleare marittimo civile, coinvolgendo il settore cantieristico nella progettazione di navi a propulsione nucleare » ha detto Mikal Bøe, Ceo di CORE POWER, società britannica all’avanguardia nel settore nucleare, a seguito del patto atlantico sull’energia nucleare civile.
Shipping: tassi in calo continuo
Questa settimana i noli spot del mercato del trasporto marittimo di container sono calati del 6% rispetto a quella precedente, attestandosi a una media di 1913 dollari a FEU. Dopo aver preso per due settimane consecutive opposte traiettorie, sono tornati ad allinearsi verso il basso i due principali trade del settore: quello transpacifico e l’Asia-Europa. Per quanto riguarda il trade transpacifico, i valori sulla Shanghai – Los Angeles hanno perso 4 punti percentuali su base settimanale e quelli sulla Shanghai – New York hanno lasciato sul terreno 5 punti percentuali. Nonostante i rialzi delle ultime due settimane, alimentati dai general rate increase e dai blank sailing annunciati dalle compagnie di navigazione, i valori sono ora tornati ai livelli di inizio settembre. Con riferimento al trade Asia – Europa, Drewry segnala come i noli sulla Shanghai – Rotterdam siano calai dell’11% su base settimana le; in calo del 9% le tariffe sulla Shanghai – Genova . La consultancy firm fa osservare come il declino registrato su queste rotte si giustifichi con la difficoltà dei vettori di riuscire ad assorbire la capacità aggiuntiva immessa sul mercato con l’arrivo del nuovo tonnellaggio. Una situazione di sovraofferta non controbilanciata da un’adeguata crescita della domanda. Sullo sfondo, resta l’inquietudine per l’imminente applicazione delle tariffe navali dell’US Trade Representative (USTR) che potrà avere pesanti ricadute economiche sia per le compagnie di navigazione non cinesi che abbiano nella flotta navi costruite in Cina sia per i liner cinesi (come COSCO e OOCL) che a seguito del primo approdo in un porto statunitense si vedranno costretti a pagare una extra fee a prescindere dal luogo di costruzione delle proprie navi. Per valutare eventuali cambiamenti, Sea Intelligence ha monitorato le navi impiegate settimanalmente sulla rotta transpacifica e transatlantica per tutto il 2025 e ha mappato ciascuna nave in base al suo cantiere navale di origine, calcolando la quota di navi costruite in Cina su una media di 3 settimane, in modo da poter identificare eventuali tendenze sottostanti man mano che ci avviciniamo alla data di attuazione delle nuove tariffe. Sulla rotta transpacifica, si notano i primi segnali di una riduzione nell’impiego di navi di costruzione cinese. Come mostrato nella Figura 1, per la rotta Asia-Nord America, la quota di navi di costruzione cinese ha registrato un andamento decrescente, passando da un livello del 25-30% nella prima metà del 2025 a un intervallo del 20-25% nelle ultime settimane. Una tendenza simile, sebbene meno pronunciata, è osservabile sulla rotta Asia-Nord America, lungo la rotta orientale. Al contrario, sulla rotta transatlantica, non sembra esserci ancora alcuno sviluppo di questo tipo. I dati relativi ai servizi di linea, sia dal Nord Europa che dal Mediterraneo verso il Nord America, non supportano attualmente l’idea che sia in corso un’ampia rimozione di navi di costruzione cinese sulla rotta transatlantica. Sebbene siano in corso riposizionamenti di singole navi, questi non hanno ancora raggiunto un livello tale da creare un impatto statistico significativo su questa rotta commerciale. Sinofobia si o sinofobia no?
AirCargo: i pirati non fermano i tassi
Il massiccio attacco informatico che Il 20 settembre ha colpito tre dei principali aeroporti europei, ha provocando gravi disagi operativi per i voli passeggeri, che non sembra tuttavia aver danneggiato il trasporto cargo . Bruxelles, Londra Heathrow e Berlino Brandenburg hanno subito ritardi e cancellazioni dei voli a causa del blocco del sistema Muse di Collins Aerospace, utilizzato da molte compagnie per la gestione condivisa di check-in e imbarco. L’incidente ha reso necessario il ritorno a procedure manuali, con code e rallentamenti che hanno interessato decine di migliaia di passeggeri. Secondo la conferma della stessa Collins Aerospace, il software Muse ha subito un’interruzione di natura cyber in aeroporti selezionati, con impatto diretto sul check-in elettronico e sulla consegna bagagli. La società, parte del gruppo Rtx Corporation, ha precisato che la sicurezza dei voli e i sistemi avionici non sono stati compromessi, limitando il problema alle operazioni di gestione passeggeri. Il cargo, quindi, ne esce indenne e continua a beneficiare di un’impennata dei tassi. Come evidenziano gli analisti di Ovresea, in vista della Golden Week, infatti i tassi per spedizioni dalla Cina all’Europa continuano a salire con un aumento del +10-20% rispetto alla scorsa settimana. Sulla tratta Cina-Usa, la capacità è stabile ma i tassi stanno salendo di nuovo. I voli cargo in partenza dall’Europa verso gli Stati Uniti, le tariffe sono stabili e la capacità diminuisce progressivamente.
Lo sciopero nazionale impatta il cargo
Lo sciopero generale nazionale del 22 settembre ha bloccato navi e treni in Italia. Indetto da cinque sindacati di base (Unione Sindacale di Base, Confederazione Unitaria di Base, Sindacato Generale di Base Associazione Difesa Lavoratori Varese e Usi-Cit), il movimento sindacale è motivato dal sostegno alla popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, dalla protesta contro il blocco degli aiuti umanitari da parte dell’esercito israeliano e dalle minacce rivolte alla missione internazionale Global Sumud Flotilla. Le rivendicazioni si sono poi estese oltre la solidarietà internazionale , abbracciando tematiche economiche e sociali nazionali: la protesta contro l’aumento delle spese militari, la denuncia della riduzione reale dei salari (calati del 7,5% dal 2021), la diffusione della precarietà lavorativa e l’assenza di politiche industriali adeguate. I sindacati hanno rivendicato l’introduzione del salario minimo legale di 10 euro lordi l’ora, la settimana lavorativa di 32 ore su 4 giorni e l’abolizione della riforma Fornero sulle pensioni. Il fermo ha avuto un impatto significativo anche sul settore della logistica , soprattutto nel trasporto marittimo e ferroviario , mentre quello aereo è rimasto escluso, a causa della sovrapposizione con altre vertenze. I lavoratori portuali hanno aderito massicciamente alla mobilitazione, causando il fermo delle attività in diversi scali, tra cui Genova, Livorno, Trieste, Napoli, Ancona, Civitavecchia, Salerno e Marina di Carrara. Anche l’autotrasporto ha subito alcune conseguenze, soprattutto per alcuni blocchi sulle strade e per lo sciopero dei lavoratori delle autostrade.