Il Mercante · n°151 · 2 ottobre 2025
Tassi tra guerre commerciali e militari
- 🚢 Verso un aumento dei tassi ?
- ✈️ La ripresa resiste
🚅 La guerra mobilita i porti
Il dato della settimana
49,6 miliardi di dollari
È il valore attuale della flotta di MSC, secondo l’ultima ricerca di VesselsValue (VV). Il gruppo di Gianluigi Aponte è la compagnia di navigazione con il più alto valore assoluto di asset navali.
La citazione della settimana
« I vettori cercheranno di ridurre l’esposizione alle nuove misure attraverso diverse strategie di risposta. Quelli che hanno nella propria flotta poche navi costruite in Cina cercheranno di riconfigurare i propri network nell’ambito delle alleanze in cui operano. In molti cercheranno di spostare le navi associate alla Cina dai traffici provenienti o diretti verso gli States. Scrivono gli analisti della Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo in merito alle restrizioni imposte da Trump sulle navi cinesi o costruite in Cina.
Shipping: verso un aumento dei tassi ?
Sembra ci sia una leggera inversione di tendenza di mercato questa settimana. Come evidenziano gli analisti di Ovresea, infatti, i tassi spot sulla tratta Asia>Europa rimangono ai livelli più bassi del mercato, probabilmente al punto più basso dalla fine del 2023 prima della crisi del Mar Rosso. Tuttavia, un aumento delle tariffe nel mese di ottobre è quasi confermato dai vettori . È quasi certo, infatti, che il mercato assista a un GRI, ma per ora i livelli delle tariffe e le date di attuazione non sono ancora stati confermati (né il 15 ottobre né il 1° novembre). Anche questo GRI ha buone probabilità di reggere, poiché le BCO prevedono una ripresa dei volumi a novembre. Detto questo, al momento è difficile stabilire se si tratti di una tendenza reale o di un mero pio desiderio delle compagnie di navigazione. È dalla chiusura del Canale di Suez, nel 1967, che lo shipping non affrontava shock di pari intensità. Navi che fino a qualche anno fa attraversavano il Mar Rosso in pochi giorni, sono ora costrette a navigare più a lungo per circumnavigare la rotta del Capo di Buona Speranza. Il canale di Suez opera ormai da tempo al di sotto della sua normale capacità, con i livelli medi di transito del 70% inferiori rispetto a quelli del 2023. Le tariffe di trasporto, relativamente stabili per anni, sono diventate estremamente volatili e le catene di approvvigionamento si sono rivelate fragili . Come se non bastasse, gli sviluppi attorno allo Stretto di Hormuz – una via di transito fondamentale per il 34% delle esportazioni mondiali via mare – hanno acceso i riflettori sul tema della sicurezza marittima. Anche l’interruzione delle operazioni portuali è diventata cronica, non più episodica com’era un tempo. L’ UNCTAD, nell’edizione annuale della propria Review of Maritime Transport, evidenzia come il commercio marittimo globale continui a navigare, anche nel 2025, in un contesto caratterizzato da volatilità, flussi deviati e incertezza. Le tratte Europa>USA sono ovviamente condizionate dall’applicazione delle tariffe di importazione del 15%. Gli annunci tariffari del presidente Trump determinano infatti un calo degli scambi commerciali, rendendo improbabile l’ipotesi di un sovrapprezzo per l’alta stagione. Tuttavia, i vettori iniziano a implementare partenze a vuoto per aumentare le tariffe. Per ora non è previsto alcun GRI/PSS. La stessa UNCTAD fotografa i nuovi fattori di rischio derivanti dalla guerra commerciale avviata dall’amministrazione Trump 2.0 e dall’imminente applicazione delle misure di contrasto al dominio della cantieristica cinese messe a punto dall’USTR ad aprile del 2025, misure che secondo una stima preliminare di Clarksons Research andranno a interessare il 7% degli scali nei porti USA effettuati dalle portacontainer impiegate lungo le rotte est/ovest.
AirCargo: la ripresa resiste
Sebbene in leggera flessione rispetto a luglio, il mese di agosto ha mostrato ancora una domanda forte per il cargo aereo, in aumento del 4,1% in termini di tonnellate – km rispetto ai livelli di un anno prima dopo il +5,5% di luglio (a fronte di un +3,7% dal lato della capacità). Si tratta, secondo IATA, del sesto mese consecutivo a segno più su base annua. “I volumi continuano a crescere nonostante l’evoluzione degli schemi commerciali globali. Le spedizioni aeree hanno beneficiato di un trasferimento dalla modalità marittima per alcune merci di alto valore” rileva l’associazione in una nota. In particolare, si sono osservati nel mese ‘spostamenti’ di traffici dagli Usa che hanno gli scambi sui corridoi Europa-Asia, quelli interni all’Asia, Africa – Asia e Medio Oriente – Asia. Nel dettaglio la tratta Asia – Nord America ha vissuto un calo del 2,2%, mentre gli scambi intra – Europa sono scesi dello 0,9%. Di contro quelli Europa – Asia sono aumentati del 13%, quelli Medio Oriente – Asia del 7,8%, quelli intra-asiatici del 12,4%, quelli Nord America – Europa del 7,8%, quelli Africa – Asia dell’8,4%. Andamenti che si ritrovano riflessi anche sulle performance delle compagnie. Quelle europee, rileva Iata, hanno visto i volumi crescere ad agosto nel 3,2%, a fronte di un aumento di capacità del 4,2%. La crescita maggiore è stata quella dei vettori dell’Asia Pacifico, che hanno registrato un aumento anno su anno del 9,8% (con un +6,9% dal lato della stiva), mentre gli unici a calare (del 2,1%) sono stati i traffici dei vettori nord americani, che parallelamente hanno riscontrato una contrazione della capacità dell’1%.
La crisi israelo - palestinese mobilita i porti
Con l’avvicinarsi della flottiglia Global Sumud Flotilla alle coste di Gaza, cresce anche la tensione nei porti europei , grazie alla mobilitazione dei lavoratori portuali indetta da diverse sigle sindacali del continente con lo scopo di impedire l’imbarco di materiale militare per Israele. E se la flottiglia dovesse essere attaccata, le sigle affermano di voler bloccare carico e scarico di tutte le navi dirette a un porto israeliano. In Italia stanno aumentando le attività nei confronti delle navi dirette a Israele. Il porto di Livorno si è confermato come il secondo epicentro della resistenza portuale italiana dopo Genova. Per giovedì 3 ottobre è attesa nel porto di Livorno un’altra nave della compagnia israeliana Zim, la Zim Iberia, che dovrebbe incontrare la stessa resistenza organizzata per la Zim Virginia. Al porto di Genova la sera del 27 settembre circa duemila persone hanno costretto la nave Zim New Zealand ad abbandonare il Terminal Spinelli senza caricare alcun container. Al 30 settembre, i n un mese sono stati coinvolti sei porti italiani - Ravenna, Genova, Livorno, Venezia, Trieste, Taranto - con altrettante operazioni di blocco riuscite. I portuali hanno fermato due container di esplosivi a Ravenna, respinta una nave israeliana a Genova, bloccata una petroliera con 30mila tonnellate di greggio a Taranto, oltre all’attuale azione in corso a Livorno. Ora l’attenzione è rivolta alla navigazione della Global Sumud Flotilla, carica di aiuti umanitari che vuole sbarcare a Gaza, mentre Israele intende impedirlo.