Il Mercante · n°156 · 6 novembre 2025
Se la tregua non calma le acque
- 🚢 Se la tregua non calma le acque
- 🚢 Tassi encora sotto pressione
- 🚢 Accordi italo-indiani
Il dato della settimana
- 12% È la flessione del trasporto merci su rotaia in Italia. Dato che conferma la difficoltà nazionale nel raggiungere gli obiettivi di sostenibilità fissati dall’Unione europea.
La citazione della settimana
«Rimettere in discussione l’imposta sul tonnellaggio sarebbe un errore strategico» ha detto Rodophe Saadé, CEO di CMA CGM durante le Assisi dell’economia del mare in un serrato discorso sulla riconfigurazione mondiale e sulle condizioni per esistere e durare.
Shipping: se la tregua non calma le acque
Se è vero che la tensione è finalmente calata tra Stati Uniti e Cina , questa tregua potrebbe prolungare la disconnessione tra il mercato del noleggio di navi portacontainer e i livelli delle tariffe di trasporto . Il 30 ottobre, dopo un incontro tra i presidenti Donald Trump e Xi Jinping, entrambi i leader si sono impegnati a porre fine alla guerra tariffaria e alle reciproche tasse portuali sulle navi di proprietà delle rispettive entità. Tuttavia, gli operatori di linea hanno anticipato le persistenti incertezze politiche ed economiche fissando le navi e gli indici restano ballerini . Partendo da livelli molto bassi, gli indici SCFI e Drewry registrano aumenti settimanali compresi tra il 5% e il 12%. Questi aumenti riflettono sia una leggera ripresa della domanda che una gestione strategica dell’offerta, in particolare attraverso blank sailings e annunci tariffari mirati. È inoltre sorprendente che, nonostante questa ripresa puntuale, i tassi rimangano inferiori di oltre il 60% rispetto ai livelli dell’inizio del 2024 sull’asse Asia-Nord Europa, confermando una tendenza di fondo al ribasso sui flussi est-ovest. Linerlytica ha affermato che le previsioni suggeriscono che le tariffe di noleggio rimarranno stabili fino alla prima metà del 2026 – ora sono quattro volte superiori a quelle del 2019, nonostante i livelli delle tariffe di trasporto siano derivati dal boom registrato durante il Covid e dai primi giorni degli attacchi degli Houthi alle navi nel Mar Rosso. Simon Heaney, ricercatore di Drewry, riteneva inoltre che gli operatori di linea fossero più preoccupati dell’affidabilità del servizio e degli obblighi di alleanza di fronte a un ambiente operativo incerto. Nonostante i recenti aumenti che hanno interessato i tassi spot, le previsioni di Xeneta per il 2026 delineano uno scenario caratterizzato da una riduzione complessiva delle tariffe sia a lungo che a breve termine , a causa di un problema, quello dell’ overcapacity , che andrà ad aggravarsi a partire dalla seconda metà del prossimo anno, in vista di una prevedibile ripristino dei passaggi da Suez. E’ convinzione dei Sea Intelligence che la risoluzione della crisi medio-orientale avrà come conseguenza quella di rendere disponibile tutta la capacità che sino ad oggi è stata assorbita dal dirottamento dei passaggi navali verso il Capo di Buona Speranza. “La nostra proiezione è che la sovraccapacità di stiva raggiungerà il suo picco nel 2027” afferma la consultancy firm britannica, per la quale le tempistiche sulla risoluzione della crisi del Mar Rosso rimangono una variabile cristica, e tutto ciò al lordo delle prove di rientro alla normalità cui i carrier si stanno dedicando con sempre maggiore frequenza. Si continua a navigare a vista.
Shipping: tassi encora sotto pressione
Secondo il World Container Index pubblicato da Drewry la scorsa settimana, i noli medi per il trasporto marittimo di container da 40 piedi sono aumentati del 4% su base settimanale. Si tratta del terzo incremento consecutivo dopo un lungo periodo di diciassette settimane di calo. Il recupero, tuttavia, non compensa la perdita accumulata rispetto all’anno precedente: i tassi restano inferiori del 43% rispetto allo stesso periodo del 2024. Drewry prevede un lieve rialzo anche all’inizio di novembre, sostenuto dall’introduzione dei nuovi aumenti tariffari (general rate increases) fissati per il 1° novembre, ma ritiene che questa dinamica positiva possa esaurirsi nel breve termine, con un probabile ritorno alla flessione. Le rotte tra Asia e Europa mostrano un miglioramento generale, con aumenti compresi tra il 3% e il 5% nell’ultima settimana. La relazione Shanghai–Genova registra la crescita più marcata, +5% in sette giorni . L’aumento riflette i tentativi dei principali vettori di rafforzare i prezzi prima della stagione di rinnovo dei contratti annuali. Su base annua, però, il valore resta inferiore del 46%. Anche la rotta Shanghai–Rotterdam avanza del 3%, ma continua a segnare una flessione del 47% rispetto al 2024. Sul fronte opposto, la tratta di ritorno Rotterdam–Shanghai appare più stabile, con un incremento dell’1%. In questo caso, il calo annuale è limitato al 15%, segnale di una minore volatilità nei flussi di ritorno dall’Europa all’Asia. Sul versante transpacifico la crescita è più evidente, in particolare verso la costa occidentale degli Stati Uniti. La Shanghai–Los Angeles registra un aumento del 6%i, rappresentando il rialzo più consistente della settimana. Resta tuttavia la rotta con la contrazione annuale più severa, pari al 50%. La Shanghai–New York, la più costosa dell’intero indice, cresce del 4%, ma mostra anch’essa un arretramento del 32% su base annua. In direzione inversa, la Los Angeles–Shanghai si mantiene quasi invariata, con variazioni trascurabili sia settimanali sia annuali. Sul mercato transatlantico, invece, si osserva una flessione complessiva. La rotta Rotterdam–New York diminuisce del 2%, confermando la perdita di slancio delle esportazioni europee verso gli Stati Uniti. La relazione opposta, New York–Rotterdam, si riduce dell’1%, ma rappresenta l’unico collegamento dell’intera tabella a mostrare una variazione annuale positiva, con un incremento dell’11% rispetto al 2024. Drewry, nel suo Container Forecaster, prevede che il fragile equilibrio tra domanda e offerta di capacità tenderà a indebolirsi nei prossimi trimestri. La temporanea ripresa osservata a fine ottobre sarebbe dunque un effetto di breve periodo, sostenuto da misure tariffarie e da un momentaneo riassestamento della capacità disponibile. Le compagnie marittime stanno cercando di contenere la pressione sui prezzi riducendo la capacità e adattando le frequenze dei servizi, ma la domanda globale di trasporto in container resta debole, condizionando le prospettive per la chiusura del 2025.
Shipping: accordi italo-indiani
L’India Maritime Week è stata fruttuosa per lo shipping dello Stivlae. Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi ha incontrato il ministro indiano dei Porti e dello Shipping, Sarbananda Sonowal , per avviare una nuova fase di cooperazione strategica tra Italia e India nei settori marittimo e logistico. Il primo passo concreto sarà la creazione di un working group bilaterale, composto da esperti istituzionali e rappresentanti del settore privato dei due Paesi , incaricato di definire progetti comuni per lo sviluppo dei porti, della logistica integrata e della sicurezza delle catene di approvvigionamento lungo il Corridoio IMEC, che vede il porto di Trieste come principale hub di riferimento nel Mediterraneo. È inoltre in preparazione un Memorandum of Understanding dedicato alla cooperazione tra i sistemi portuali italiani e indiani. Rixi ha anche illustrato la strategia italiana per consolidare il ruolo del Paese come porta Sud dell’Europa verso l’Asia, presentando il piano “Italia 2032”, sostenuto da oltre 200 miliardi di euro di investimenti , che punta alla modernizzazione delle infrastrutture e al rafforzamento dei collegamenti tra Asia ed Europa. MSC non ha perso tempo e ha annunciato la registrazione di 12 nuove portacontainer sotto bandiera indiana , confermando il proprio impegno a sostenere le ambizioni marittime del governo di Nuova Delhi . La notizia è stata comunicata dal CEO del gruppo, Soren Toft. Nel caos geopolitico persistente, l’Italia apre nuovi orizzonti.