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Il Mercante · n°157 · 13 novembre 2025

S'impennano i noli container

Il dato della settimana

+62% È l’aumento di spedizioni e-commerce verso l’Europa riscontrato da Xeneta per il mese di settembre.

La citazione della settimana

«Vogliamo che l’approccio al Corridoio (IMEC, India - Medio Oriente - Europa) sia aperto e inclusivo, e che dia nuove opportunità nel trasporto di merci come nell’energia e nel digitale, settori in cui l’Egitto si va sempre più affermando » ha spiegato Francesco Talò, inviato speciale italiano per l’Imec, in missione al Cairo nei giorni scorsi.

Shipping: volano i noli

Continua l’impennata dei noli medi spot del trasporto marittimo di container nella prima settimana di novembre 2025. Secondo Drewry, al 6 novembre 2025 il World Container Index composito ha raggiunto 1.959 dollari per container da 40 piedi, in aumento dell’8% rispetto alla settimana precedente ma in diminuzione del 43% su base annua. Sulle rotte tra Cina ed Europa si registra la crescita più marcata. Il collegamento Shanghai–Rotterdam è aumentato del 9% su base settimanale (-50% rispetto all’anno precedente), mentre il Shanghai–Genova ha superato i duemila dollari (+8%, -52%). In controtendenza la tratta di ritorno Rotterdam–Shanghai, rimasta stabile con una flessione del 12% su base annua. Secondo Drewry, gli operatori sulla rotta Asia–Europa stanno introducendo nuovi noli fak compresi tra 3.000 e 3.600 dollari per container da 40 piedi, efficaci dal 15 novembre, con l’obiettivo di sostenere le tariffe prima dell’avvio della stagione dei contratti annuali. Andamento simile appare sulle rotte tra Cina e Stati Uniti. Il collegamento Shanghai–Los Angeles è salito del 9%, mentre il Shanghai–New York ha registrato un incremento dell’8%. Entrambi restano però nettamente inferiori ai livelli del 2024 (rispettivamente -45% e -27%). La rotta di ritorno Los Angeles–Shanghai si mantiene pressoché invariata (+1% su base settimanale, -1% annuo), risultando una delle più stabili dell’intero indice. Sul fronte transatlantico l’andamento è contrastante. La tratta New York–Rotterdam ha registrato +2% rispetto alla settimana precedente e +10% rispetto a un anno fa, rappresentando l’unica rotta con un aumento su base annua. In direzione opposta, la Rotterdam–New York ha segnato -1% settimanale (-37% annuale). Drewry segnala che l’aumento recente dei noli è in gran parte dovuto all’applicazione dei General Rate Increases introdotti il primo novembre per compensare l’eccesso di capacità sul mercato. Tuttavia, le prospettive restano deboli: secondo il Container Forecaster della società, l’equilibrio tra domanda e offerta tenderà ad allentarsi nei prossimi trimestri, con un probabile ritorno a tariffe in diminuzione in assenza di nuovi interventi correttivi da parte dei vettori.

Shipping: ridefinire le rotte del traffico merci

Le tensioni geopolitiche e commerciali continuano a ridisegnare le rotte cargo . Sea Intelligence sottolinea, nel suo ultimo studio, come la guerra commerciale tra USA e Cina stia chiaramente avendo delle ricadute pesanti su questo trade dove continua a calare il coefficiente di utilizzo delle navi in westbound. La società di analisi ipotizza un vero e proprio crollo dei flussi di traffico per il futuro . Sea Intelligence arriva a questa conclusione al termine di un’analisi nella quale ha messo a confronto le capacità pianificate dalle compagnie di navigazione per le prossime 12 settimane con due diversi scenari di domanda. Il primo è uno scenario di crescita della domanda pari allo 0%, mentre il secondo è uno scenario ottimistico di crescita del 5%. “In entrambi i casi, si prevede che l’utilizzo delle navi crollerà a livelli storicamente bassi, ben al di sotto della norma pre-pandemia del 2018-2019” afferma il ceo della consultancy firm, Alan Murphy. Ipotizzando una correlazione dell’80% tra utilizzo delle navi e tariffe spot, la proiezione mostra un calo delle tariffe in territorio negativo. “Sebbene le tariffe ovviamente non diventino negative, la traiettoria del modello indica che il mercato è destinato a diventare così disastroso che le compagnie di navigazione saranno costrette a ritirare una capacità significativa, per ristabilire un migliore equilibrio” spiega Alan Murphy, che conclude: “I proprietari di merci che operano su questa tratta devono quindi prepararsi all’elevata probabilità che molte partenze di navi programmate nei prossimi mesi vengano cancellate”. Nel frattempo, sulle rotte del Mar Rosso sembra soffiare un vento di pacificazione . Gli Houthi hanno annunciato ufficialmente di aver sospeso gli attacchi marittimi contro Israele e di aver revocato il cosiddetto blocco navale sui porti israeliani. Gli attacchi degli Houthi hanno costretto il commercio globale a deviare la rotta attorno al Capo di Buona Speranza negli ultimi due anni, sostenendo le tonnellate-miglia e le tariffe di trasporto. L’Egitto comincia ad agire, dichiarando che sta elaborando piani per la ripresa degli scambi commerciali attraverso il Canale di Suez. Se la compagnia di trasporto container francese CMA CGM ha già testato questa settimana un ritorno sulla rotta di Suez, Unimed (divisione Mediterraneo di Unifeeder) ha avviato nuovo servizio container tra Egitto e Adriatico (Venezia e Ancona) lo scorso 1 novembre.

AirCargo: bene ma non benissimo

Anche a ottobre l’andamento delle spedizioni aeree globali è stato positivo, con volumi in aumento del 4% anno su anno (nonostante il venir meno della spinta del frontloading), al fianco di un parallelo incremento della capacità del 5%. Il 2025, ha confermato quindi Niall van de Wouw, Chief Airfreight Officer di Xeneta, si appresta a chiudere con una crescita del 3-4% , come ipotizzato dagli analisti nelle scorse settimane, in un contesto che favorirà maggiormente i caricatori, ancora “più di quanto visto negli anni scorsi”. A preoccupare il settore, in questo quadro, sono però ora le flessioni osservate sulla tratta Europa – Nord America, in contrazione del 6% nel mese benché non direttamente toccata dalle guerre commerciali in corso, e sulla quale si è riscontrato a ottobre un aumento di solo il 4% dei noli, dopo che questi nella prima parte del 2025 si erano mostrati superiori del 25% a quelli di un anno prima. Anche se il Dipartimento dei trasporti USA ha precisato che le rotte internazionali e i collegamenti cargo non saranno coinvolti dal provvedimento di riduzione della capacità per alleviare la pressione sul sistema di controllo del traffico aereo, il segno meno inizia ad apparire sulle rotte transatlantiche. “I numeri indicano una performance più solida del previsto. Il consenso generale, tuttavia, è che il mercato stia rallentando — non però così rapidamente come ci si aspettava — e una flessione del -6% dei volumi sul mercato transatlantico, una delle principali rotte commerciali, è un segnale preoccupante”, ha dichiarato Xeneta. Quanto ai prossimi mesi, come accennato da Xeneta il quadro sarà più favorevole per gli acquirenti piuttosto che per i fornitori di servizi di trasporto aereo, sebbene i primi potranno trarre vantaggio dalla situazione “solo se riusciranno davvero a vendere i loro prodotti”.

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