Il Mercante · n°158 · 20 novembre 2025
Suez or not Suez ?
- 🚢 La danza dei tassi
- ✈️ In aumento in noli dall'Asia
- 🚢 Suez or not Suez ?
Il dato della settimana
8,5 miliardi di dollari.
È l’indotto generato annualmente dai pedaggi del Canale di Suez per l’Egitto, prima della guerra a Gaza. Una cifra crollata di oltre il 50% lo scorso anno.
La citazione della settimana
«Nonostante alcune recenti esempi di de-escalation nel Mar Rosso, non condividiamo questa visione… È altamente probabile che le prossime partenze dal Nord Europa all’Asia vengano nuovamente instradate intorno all’Africa e attraverso il Capo di Buona Speranza » affermano gli analisti di Alphaliner sul possibile ripristino dei passaggi navali da Suez.
Shipping: la danza dei tassi
Le buone performance degli utili dei liners del terzo trimestre sembra destinata a frenare nel quarto trimestre, con i tassi medi CCFI attualmente in calo del 14% su base trimestrale. I tassi transpacifici stanno subendo un forte calo, con l’utilizzo della capacità produttiva che continua a diminuire a causa dell’indebolimento della domanda. Sebbene le tariffe Asia-Europa restino resilienti, anche le tariffe spot restano sotto pressione, con la congestione dei porti europei come fattore principale che tiene sotto controllo la crescita dell’offerta. Secondo l’indice settimanale composito Wci dei noli spot medi del trasporto marittimo di container, diffuso da Drewry il 13 novembre 2025, il calo è stato del 5%, interrompendo una serie di quattro settimane consecutive di rialzi. Questo valore considera tutte le rotte rilevate da Drewry, ma se si analizzano le singole tratte emergono forti differenze. L’analisi rivela infatti una flessione sulle rotte transpacifiche, dove gli importatori statunitensi hanno già completato gli arrivi legati alla stagione festiva, determinando un arretramento dei noli dopo la breve tenuta garantita dai recenti incrementi tariffari applicati dai vettori. La relazione di Drewry sottolinea che le tariffe dalla Cina verso la costa ovest degli Stati Uniti sono diminuite di ben il 12% in una settimana, mentre quelle dirette a New York sono scese addirittura del 15% a 3.254 dollari. Per le rotte dall’Asia verso l’Europa, Drewry rileva viceversa un aumento del 4% dei noli Shanghai–Genoa, pari a 2.193 dollari, e un aumento del 3% sulla Shanghai–Rotterdam. L’analisi suggerisce che gli operatori stanno tentando di sostenere le tariffe introducendo nuovi noli fak compresi tra 3.000 e 3.650 dollari a container, in vigore dal 15 novembre, con l’obiettivo di rafforzare i valori spot prima dell’avvio della stagione di negoziazione dei contratti annuali. Nonostante questi tentativi, la variazione annua per entrambe le rotte resta negativa e pari al 50%. Sulle direttrici transatlantiche il quadro rimane eterogeneo. Il collegamento New York–Rotterdam cresce del 2% su base settimanale, rappresentando l’unica rotta a mostrare un aumento annuale, pari al 13%. La relazione opposta registra invece un calo del 2% a 1.633 dollari, con una diminuzione del 39% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Drewry stima che l’equilibrio tra domanda e capacità disponibile potrebbe indebolirsi nei prossimi trimestri, in particolare qualora i transiti nel canale di Suez tornassero a livelli regolari. Per la settimana successiva, l’istituto prevede noli stabili o in lieve ulteriore riduzione sulle rotte transpacifiche.
AirCargo : in aumento in noli dall’Asia
I noli spot in partenza dall’Asia Pacifico si impennano, in un contesto di lieve rallentamento dei noli globali. È quanto si rileva dai dati diffusi da WorldAcd Market nella settimana 45, dal 3 al 9 novembre 2025. La crescita dei noli nella regione, pari a un 2% su base settimanale, ha portato il valore medio a 3,99 dollari per chilo. I l calo dei volumi globali, pari al 3% su base settimanale, riflette una diminuzione analoga dei pesi tassabili in uscita da Asia Pacifico, Nordamerica e Centro e Sudamerica, una riduzione del 2% da Medio Oriente e Asia meridionale e da Africa e un arretramento dell’1% dall’Europa. Secondo WorldAcd, parte del declino in Asia Pacifico è da attribuire alle festività nazionali in Giappone e, in misura minore, in Malaysia. I volumi dal Giappone verso i mercati mondiali hanno perso l’11%, sottraendo un punto percentuale al dato regionale complessivo. La situazione meteorologica, con il passaggio del tifone Kalmaegi, ha inciso in maniera rilevante solo nelle Filippine. La capacità globale è rimasta stabile su base settimanale. Il confronto sulle due settimane evidenzia un lieve arretramento dell’1% delle stive disponibili tra le settimane 44 e 45 rispetto alle settimane 42 e 43. Il quadro mostra alcune similitudini con lo stesso periodo del 2024. Le settimane 44 e 45 di quest’anno presentano volumi in lieve declino ma complessivamente stabili, mentre i noli seguono un percorso di crescita in vista dei picchi legati al commercio elettronico e alle festività di fine novembre e dicembre. Tuttavia, osserva WorldAcd, il tonnellaggio medio globale nelle due settimane è più elevato di sei punti percentuali rispetto al 2024, mentre i noli risultano inferiori del 4% su base annua. In Asia Pacifico, le dinamiche dei noli nelle settimane 42-45 di quest’anno risultano quasi sovrapponibili a quelle osservate nel 2024. L’incremento dei noli spot nel quadrimestre considerato è stato di 0,26 dollari per chilo, contro un aumento di 0,29 dollari nello stesso periodo dell’anno precedente. I valori attuali restano però più bassi del 7% rispetto ai 4,30 dollari per chilo registrati nella settimana 45 del 2024. Nel collegamento Asia Pacifico–Stati Uniti, i volumi della settimana 45 hanno mostrato un calo del 6%, con una diminuzione diffusa in quasi tutti i mercati d’origine, tranne Singapore e Indonesia. I noli spot dall’Asia Pacifico verso gli Stati Uniti sono rimasti stabili su base settimanale. L’unica eccezione riguarda il Giappone, dove i valori sono diminuiti del 21%, un andamento che riflette le sospensioni operative del periodo festivo. Su base annua, il nolo medio in settimana 45 è stato pari a 5,39 dollari per chilo (5,02 euro), il 15% in meno rispetto al 2024. Il calo riguarda tutte le principali dieci rotte asiatiche verso gli Stati Uniti, con la sola eccezione della Cina, dove la flessione si limita al 9% e il valore medio si posiziona a 5,57 dollari per chilo (5,19 euro). Nel collegamento Asia Pacifico–Europa, i volumi hanno segnato un calo del 2% su base settimanale, influenzati anch’essi dalle festività in Giappone e Malaysia, mentre le spedizioni da Cina e Hong Kong sono rimaste stabili. Su base annua il dato segnala comunque una crescita del 9%, inferiore però ai valori a doppia cifra registrati nelle settimane precedenti. I noli spot verso l’Europa hanno mostrato un incremento del 2%. I noli in partenza dalla Cina hanno registrato una crescita settimanale del 5%. Su base annua i valori dall’Asia Pacifico verso l’Europa risultano inferiori del 10%, mentre i noli ex Cina mostrano una variazione positiva del 6%.
Suez or not Suez ?
Che sia giunto il momento della riapertura ? Gli ultimi dati sul traffico marittimo indicano un aumento dei transiti nel Canale di Suez, con le autorità egiziane che sperano che la recente tregua annunciata dagli Houthi porti a un ritorno su vasta scala al traffico normale sull’arteria che collega il commercio tra Asia ed Europa. Basti pensare infatti che, secondo i dati Clarksons, in media a ottobre circa 244 navi di tutti i tipi transitavano ogni settimana nel Canale di Suez , e questa cifra sale a 269 navi per novembre. Gli ultimi dati si confrontano con una media di 229 traversate settimanali nei primi nove mesi del 2025, sebbene rimangano ben al di sotto delle 495-500 traversate settimanali registrate prima delle deviazioni iniziate alla fine del 2023. La scorsa settimana gli Houthi hanno annunciato ufficialmente di aver sospeso gli attacchi marittimi in seguito al cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Oggi sono trascorsi esattamente due anni da quando gli Houthi dirottarono Galaxy Leader (nella foto) e diedero inizio alla crisi del Mar Rosso. “Il ripristino della stabilità nel Mar Rosso richiede alle compagnie di navigazione di riconsiderare i programmi di navigazione e di tornare a transitare attraverso Bab El-Mandab e il Canale di Suez”, ha affermato nel fine settimana il presidente dell’Autorità del Canale di Suez (SCA), ammiraglio Ossama Rabiee, durante una visita a una nave CMA CGM di passaggio. Altri vettori globali stanno valutando la possibilità di riprendere i transiti nel Mar Rosso e, secondo quanto riferito, Maersk è prossima a fare un annuncio. Gli analisti del settore marittimo della Jefferies, una banca d’investimento americana, prevedono che, se la pace dovesse continuare a Gaza, è probabile un ritorno da parte di molti operatori nella prima metà del 2026. Secondo le stime di Jefferies’, negli ultimi due anni le navi portacontainer hanno registrato una riduzione dell’approvvigionamento del 10-11% a causa delle deviazioni attorno al Capo di Buona Speranza, seguite da circa il 2% per le navi cisterna per greggio e prodotti, dall’1,5% per GNL e GPL e dall’1% per le rinfuse secche.