Il Mercante · n°159 · 27 novembre 2025
Rotta che vai, tasso che trovi
- 🚢 Rotta che vai, tasso che trovi
- ✈️ Il venerd ì nero che fa impennare i noli
- 🚢 Suez fa ancora paura
Il dato della settimana
- 61,4% È il calo dell’affidabilità globale (in termini di puntualità) delle navi portacontainer registrato ad ottobre, secondo il rapporto di SeaIntelligence.
La citazione della settimana
« Ci sono notevoli differenze nelle sorti del trasporto di container dall’Estremo Oriente all’Europa rispetto agli Stati Uniti e questo è lo scenario che si manterrà per il 2026 » ha dichiarato Peter Sand, CEO di Xeneta, a commento delle disparità dei noli container sulle rotte globali.
Rotta che vai, tasso che trovi
Opposti e contrastanti, i noli container movimentano il trade globale . Se da un lato i valori nel trade transpacifico sono diminuiti , sulle rotte dall’Asia all’Europa c’è stato un aumento direttamene proporzionale . Risultato ? Una stabilità di mercato che gioca sul fragile equilibrio della domanda e dell’offerta. Risultano infatti in calo per la seconda settimana consecutiva le tariffe sulla Shanghai – New York e sulla Shanghai – Los Angeles, in diminuzione rispettivamente del 10 e del 7% su base settimanale, a 2922 e a 2172 dollari a FEU. Drewry prevede un ulteriore contrazione dei noli per la prossima settimana, in ragione di una diminuzione dei blank sailing programmati e, quindi, di un pari aumento della capacità disponibile. Rendimento opposto per le rate di nolo sulla Shanghai – Genova, che sono aumentate del 6% , a 2319 dollari a FEU, e sulla Shanghai – Rotterdam, cresciute dell’8%, a 2193 dollari a FEU. Sull’Asia-Europa, i big carrier stanno provando a tenere alti noli con l’obiettivo di arrivare a trattare il rinnovo annuale dei contratti long-term da una posizione di forza. A partire dal prossimo 1 dicembre saranno infatti operative le nuove tariffe FAK introdotte da molte compagnie di navigazione, con valori compresi tra i 3100 e i 4000 dollari a FEU. Il barometro settimanale di LINERLYTICA evidenzia come il mercato dei container è nuovamente sceso in territorio negativo, con la crescita della domanda di TEU-miglio che è scesa al di sotto della crescita dell’offerta di navi e le prospettive che restano fosche per il resto dell’anno. La riluttanza dei vettori a ritirare la capacità durante la fiacca stagione invernale ha danneggiato le tariffe di trasporto sulle rotte chiave , con le tariffe transpacifiche sottoposte a maggiore stress. Nonostante l’indebolimento del mercato del trasporto merci, i vettori hanno continuato ad aumentare le tariffe dei charter e i prezzi delle navi usate, nonostante l’ondata di nuovi ordini di navi stia accelerando. La demolizione delle navi portacontainer rimane a un minimo storico, con le prospettive della domanda e dell’offerta che sembrano sempre più squilibrate e potrebbero presto essere esacerbate dal potenziale ritorno delle navi sulla rotta di Suez. La stabilità reale è ancora lontana.
AirCargo: il venerdì nero che fa volare i noli
Il picco del Black Friday non si è fatto attendere. Nella seconda settimana di novembre 2025, tra il 10 e il 16 del mese, le tariffe medie del trasporto aereo merci hanno continuato a crescere, complice anche il Thanks Giving . Le elaborazioni settimanali diffuse da WorldAcd Market Data indicano infatti ulteriori rialzi dei prezzi spot nelle direttrici tra Asia Pacifico, Stati Uniti ed Europa , insieme ad aumenti nei traffici intra-Asia. Secondo il rapporto, l a media delle tariffe spot in partenza dall’Asia Pacifico è aumentata del 4% su base settimanale fino a 4,11 dollari per chilo, mentre i volumi sono saliti dell’1% nello stesso intervallo, un comportamento coerente con la fase centrale della stagione commerciale. L’asse Asia Pacifico-Stati Uniti rimane il principale motore dei rialzi. Le tariffe spot su questa direttrice sono cresciute di un ulteriore 4% settimana su settimana, raggiungendo 5,51 dollari per chilo. Su base annua , però, le tariffe dall’Asia Pacifico agli Stati Uniti restano inferiori dell’11%, penalizzate dal confronto con l’ultimo trimestre del 2024, periodo caratterizzato da una domanda eccezionalmente alta e capacità limitata, in particolare dalla Cina. I cali più marcati riguardano il Giappone (-31%), Singapore e Indonesia (-19%), Vietnam (-17%), Corea del Sud (-10%) e Hong Kong (-8%). Le esportazioni aeree dall’Asia Pacifico verso gli Stati Uniti, invece, continuano a mantenersi a livelli superiori all’anno scorso, nonostante l’introduzione in aprile di dazi più elevati e di nuovi limiti al regime di esenzione doganale per le importazioni statunitensi dalla regione. Nella settimana considerata, i volumi in partenza dalla Cina (-2%), Hong Kong (-16%) e Corea del Sud (-10%) restano inferiori al 2024, ma l’insieme dei flussi dell’area Asia Pacifico mostra un aumento del 6% su base annua. Nella dinamica complessiva della regione emerge in particolare il contributo del Sud-est asiatico. WorldAcd segnala che la domanda dal Sud-est asiatico verso gli Stati Uniti è cresciuta del 40% in ottobre su base annua, il valore mensile più elevato dell’anno. Ma la tendenza al rialzo presenta andamenti opposti a seconda delle aree di destinazione. Nei primi dieci mesi dell’anno, i tonnellaggi da Cina e Hong Kong verso gli Stati Uniti sono diminuiti di quasi il 6%, mentre verso l’Europa sono aumentati di circa il 8%, riflettendo una parziale riallocazione delle esportazioni aeree dall’area cinese verso mercati diversi dagli Stati Uniti. Al contrario, i flussi dal Sud-est asiatico verso l’Europa sono in calo di quasi il 6% nello stesso periodo.
Shipping: Suez fa ancora paura
Sembrava cosa fatta: l’Autorità del Canale di Suez aveva annunciato il ritorno delle portacontainer Maersk già dall’inizio di dicembre , ma la compagnia danese rallenta e precisa di non aver fissato alcuna data per riprendere i transiti e che ogni decisione dipenderà esclusivamente dal miglioramento stabile della sicurezza nel Mar Rosso e a Bab el-Mandeb. Al momento la flotta del gruppo continua a circumnavigare l’Africa, come fatto da fine 2024 in risposta agli attacchi Houthi nel Mar Rosso. Durante la stessa conferenza, il Ceo Vincent Clerc aveva già lasciato intendere prudenza: la società sta valutando i segnali positivi arrivati dopo la tregua su Gaza e gli interventi diplomatici, ma senza alcun orizzonte temporale definito . La pressione dell’Egitto per riportare traffico nel canale resta alta: Suez vale circa il 12% del commercio mondiale e, dopo il crollo dei transiti, Il Cairo ha rivisto tariffe, introdotto incentivi e accorciato i tempi operativi . Anche il legame industriale con Maersk è forte: APM Terminals ha appena inaugurato l’espansione del Suez Canal Container Terminal, un investimento da 500 milioni di dollari che porta la capacità a 7 milioni di Teu. Ma per il momento i big restano prudenti.