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Il Mercante · n°160 · 4 dicembre 2025

Parola d'ordine: resilienza !

🎉 160a edizione il Mercante Grazie per la vostra fedeltà! Oggi questa newsletter celebra la sua 160a edizione . Grazie per farci spazio nella vostra casella di posta per seguire l’attualità del trasporto in 1 email e 1 minuto cronometrato . 🙌 Grazie per essere con noi da 160 numeri… e questo è solo l’inizio.

Il dato della settimana

4,3 mld

Si tratta del margine operativo lordo (EBIT) cumulato dei nove maggiori operatori nel terzo trimestre del 2025.

La citazione della settimana

« Il modello di crescita mutevole dimostra che il trasporto aereo di merci sta consentendo alle supply chain globali di adattarsi all’impatto dei dazi statunitensi » ha dichiarato Willie Walsh, direttore generale di IATA, a commento del boom della domanda del settore anno su anno.

Shipping: fine anno di magra ?

I dati parlano chiaro, il mercato è in stallo. Le tensioni geopolitiche e l’incertezza che pesa ancora sulla rotta di Suez pesano sul settore che si appresta a chiudere il 2025 con grande prudenza . Lo conferma il continuo declino dei noli , il terzo settimanale consecutivo per i noli transpacifici, e la prima battuta d’arresto delle tariffe sul trade Asia-Europa dopo sei settimane di rialzi consecutivi. Il mercato del trasporto marittimo di container ha fatto registrate la scorsa settimana un calo del 2% su quella precedente , a 1806 dollari a FEU. Lo certifica Drewry nel suo consueto report settimanale. Sul trade transpacifico le tariffe sulla Shanghai – New York e sulla Shanghai – Los Angeles sono calate rispettivamente del 6 e 4%. Lungo i servizi di collegamento tra il Far East e il continente Europeo risultano essere in calo sia i noli sulla Shanghai – Genova (-1%, a 2300 dollari a FEU) che sulla Shanghai – Rotterdam (-1%). Drewry sottolinea come i carrier stiano provando a frenare la discesa delle tariffe attraverso l’introduzione di nuove tariffe FAK da 3100-4000 dollari, a partire da questo inizio dicembre. Alle dinamiche dei noli si aggiungono poi nuove criticità operative. Drewry segnala infatti che lo sciopero nazionale in Belgio ha rallentato le attività portuali e accresciuto la congestione ad Anversa. La situazione potrebbe peggiorare nel breve periodo, poiché alcuni vettori stanno programmando il ritorno al passaggio attraverso il canale di Suez dopo mesi di circumnavigazione africana. L’aumento dei transiti su questa rotta rischia di mettere sotto pressione l’efficienza del porto e di generare ulteriori ritardi, con potenziali ripercussioni sui noli spot. Sul medio termine, il servizio Container Forecaster di Drewry prevede un indebolimento dell’equilibrio tra domanda e offerta nei prossimi trimestri, in particolare se i transiti attraverso il canale di Suez torneranno alla normalità. L’aumento della capacità disponibile, sommato a una domanda ancora debole, potrebbe creare un’ulteriore pressione al ribasso sui noli nelle principali relazioni globali del trasporto marittimo di container. Il ritorno alla stabilità è ancora lontano.

Shipping: parola d’ordine resilienza !

Proprio mentre paiono nuovamente allontanarsi per il futuro le prospettive di un ritorno ad una piena operatività per il Canale di Suez, con Maersk e Hapag lloyd che si sono recentemente affrettate a comunicare che non esiste ad oggi una data fissata per il ritorno lungo la rotta del Mar Rosso, diversi analisti prevedono per il 2026 nuovi squilibri di mercato a causa di una previsione di crescita debole della domanda di trasporto , che si attesterà attorno al 3%. È chiaro che per l’anno nuovo i carrier dovranno giocoforza accelerare con la dismissione delle navi più vecchie se vorranno far fronte al problema della sovraccapacità di stiva, che aumenterà in misura superiore rispetto alla domanda (+3,6%). Dai dati di Linerlytica emerge che sono quasi 1700 le portacontainer con oltre vent’anni di vita alle spalle . In totale ci sono in ballo 4,4 mln di TEU: il 13,3% della capacità complessiva offerta dalla flotta mondiale. L’allungamento dell’indice tonnellate-miglia conseguente alla necessità di circumnavigare l’Africa ha sicuramente sostenuto le rate di nolo degli ultimi due anni, “la domanda che dobbiamo porci ora è se i liner riusciranno a mantenere i noli agli stessi livelli di remuneratività anche per il 2026” si chiede la senior analyst di Xeneta, Emily Stausbøll , che evidenzia come i vettori abbiano saputo fino ad oggi diversificare le proprie strategie, adattandole alle dinamiche di mercato e alle varie rotte. Quali che siano le strategie adottate oggi dai vettori lungo le varie rotte, una cosa è certa: “Le società armatoriali faranno di tutto per strappare ai propri clienti contratti vantaggiosi e massimizzare volumi e tariffe” afferma ancora Emily Stausboll. Il barometro del mercato dei container continua quindi a indebolirsi: la crescita delle miglia TEU è già in ritardo rispetto alla crescita dell’offerta di navi. Secondo Linerlytica, l o squilibrio peggiorerà ulteriormente una volta che i vettori riporteranno le loro navi a Suez: si prevede infatti che la domanda globale di miglia TEU diminuirà fino al 6%. La debolezza delle tariffe transpacifiche continua a trascinare verso il basso il mercato complessivo, con i vettori ancora restii a ritirare la capacità, mentre le tariffe charter continuano a mantenersi stabili, trainate da Maersk e CMA CGM, l’unica che si sta preparando per un ritorno su larga scala sulla rotta di Suez. Non sempre il tempo è galantuomo, come scrive Port News. Le previsioni di lungo periodo non giocano a favore degli attuali equilibri di mercato e questo i liner lo sanno.

AirCargo: boom della domanda su base annua

Il rapporto mensile sul trasporto aereo delle merci pubblicato da Iata per ottobre 2025 mostra un picco storico in termini di traffico , espresso in tonnellate-chilometro trasportate. Secondo i dati dell’associazione dei vettori, la domanda complessiva è aumentata del 4,1% su base annua, proseguendo una sequenza positiva che dura da otto mesi. Il settore mostra una dinamica solida, trainata soprattutto dai flussi internazionali, cresciuti del 4,8%. La tendenza si mantiene positiva anche al netto degli effetti stagionali, con una crescita del 3,8%. E l’Italia si posiziona piuttosto bene con un +3,7% trainato da Malpensa (+8,5%) e Fiumicino (+2,8%). Nonostante il record dei volumi, il fattore di carico si è indebolito e si è attestato al 47,1%, con una riduzione di 0,5 punti percentuali rispetto a ottobre 2024. L’aumento della capacità, pari al 5,1% su base annua, procede infatti a un ritmo superiore rispetto alla domanda, generando una pressione strutturale sull’equilibrio tra offerta e traffico disponibile. Questo squilibrio contribuisce alla moderazione dei rendimenti, che risultano in calo del 4,7% su base annua. Iata segnala però un’inversione congiunturale nel breve periodo: i noli sono saliti dell’1,7% su base mensile, registrando il quinto aumento consecutivo. Il quadro regionale è caratterizzato da differenze marcate. L’Africa è l’area più dinamica, con un aumento della domanda del 16,6% su base annua, sostenuto dai collegamenti con Asia e Medio Oriente. L’Asia-Pacifico mantiene una crescita robusta dell’8,3%, trainata dalle rotte intra-asiatiche, cresciute del 9%, e da quelle tra Europa e Asia, aumentate dell’11,7%. Rimane invece negativa la rotta Asia–Nord America, in calo dell’1,4% a ottobre e dell’1,1% dall’inizio dell’anno, penalizzata da tensioni commerciali e da un riequilibrio delle catene di fornitura. Nel Medio Oriente la domanda è aumentata del 5,7% su base annua, con un forte contributo della rotta verso l’Asia, cresciuta dell’11,5%. L’Europa mostra un miglioramento, passando dal +2,6% di settembre al +4,3% di ottobre, in un contesto di graduale ripresa dell’industria manifatturiera. Le due Americhe presentano invece risultati negativi: il Nord America registra un calo del 2,7%, terzo mese consecutivo di contrazione e sesto del 2025; l’America Latina e i Caraibi segnano anch’essi un -2,7%, con la maggiore riduzione del fattore di carico tra tutte le regioni. Meno bene i risultati sul fronte dei costi operativi con il prezzo del carburante avio in aumento del 2,5% su base annua. Secondo il rapporto Iata, la solidità della produzione manifatturiera dovrebbe continuare a sostenere la domanda di trasporto aereo nei prossimi mesi, in particolare nei comparti a maggior valore aggiunto, mentre la debolezza degli ordini all’esportazione rappresenta un elemento di incertezza nella parte finale dell’anno.

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