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Il Mercante · n°167 · 5 febbraio 2026

Shipping : nuovi equilibri all'orizzonte ?

Il dato della settimana

6 È la posizione della Svizzera nella classifica principali dieci nazioni armatrici stilata da Veson Nautical. Un risultato dovuto principalmente al successo di MSC nel panorama internazionale dello shipping e alle numerose portacontainer ricevute in consegna dal vettore negli ultimi 12 mesi.

La citazione della settimana

« L’intesa commerciale tra Unione Europea e India rappresenta la conclusione di un iter importante e, al tempo stesso, l’alba di un nuovo paradigma per le filiere globali e la logistica internazionale » ha dichiarato Silvia Moretto, amministratrice delegata di D.B. Group, provider logistico internazionale, in merito al recentissimo Free Trade Agreement.

CNY effect

Come previsto, gli effetti del Capodanno cinese non tardano per il trasporto marittimo globale. Le tariffe hanno continuato a calare in vista delle festività del Capodanno cinese e la capacità dei vettori di frenare questa caduta continuerà ad essere messa alla prova nei prossimi mesi. Sebbene la domanda globale di TEU-miglio rimanga resiliente e attualmente si attesti al 6,5% in più rispetto ai livelli dell’anno scorso, gli analisti di Linerlytica sono prudenti e restano dubbiosi sulla sostenibilità dell’attuale crescita del trasporto merci al di fuori degli Stati Uniti, nonché sulla continuazione delle deviazioni delle navi dal Mar Rosso e sull’elevata congestione portuale. Gli analisti di Ovrsea segnalano una perdita della capacità tra il 40% e il 50% nelle settimane 8 e 9. Sul fronte geopolitico, la situazione non è delle migliori. Sebbene questa settimana non siano state annunciate nuove tariffe specifiche per la Cina, le sfide legali irrisolte legate alle tariffe dell’era Trump e la possibilità di futuri rimborsi dei dazi a seconda dei risultati del tribunale continuano a influenzare il comportamento di prenotazione e la strategia doganale. I volumi di riavvio post Capodanno lunare a fine febbraio, il ritmo con cui i vettori ripristinano la capacità dopo le festività e qualsiasi chiarezza legale o politica sulle tariffe che potrebbero sbloccare il carico differito, tutti fattori che determineranno se il mercato transpacifico si ammorbidirà nuovamente o si stabilizzerà all’inizio del secondo trimestre.

Rail: la frenata Cina-UE

I dati parlano chiaro. Secondo quanto raccolto da Upply Market Insights, il trasporto ferroviario delle merci tra Cina e Unione Europea torna a contrarsi nel 2025 con un calo del 14,1% rispetto all’anno precedente, in entrambe le direzioni: i flussi dalla Cina verso l’Europa, scendono a 272.157 teu, -17,7%, mentre quelli in senso inverso, dall’Europa verso la Cina, arretrano a 38.422 teu, -22,7%, toccando il livello più basso mai osservato nel perimetro Cina-UE. La conseguenza è uno squilibrio di circa 7:1 tra andata e ritorno, con impatti sulla saturazione dei treni, sul posizionamento dei container e sulla struttura dei costi. Il calo europeo emerge con maggiore evidenza se letto dentro il quadro più ampio del China Railway Express, un sistema di trasporto ferroviario internazionale più ampio della relazione Cina-Europa. Secondo i dati del China State Railway Group, nel 2025 questo sistema ha operato 20.022 treni, con un aumento del 3,2%, superando per la prima volta la soglia dei 20mila convogli annui. I volumi complessivi hanno raggiunto 2,05 milioni teu, con una contrazione dell’1,3%, raggiungendo un valore delle merci pari a 67,7 miliardi di dollari (circa 62,3 miliardi di euro). In questo totale, il segmento Cina-UE pesa circa il 15,1%, mentre l’85% dei flussi è ormai assorbito da Russia, Asia Centrale e altre destinazioni non UE. Le cause sono in primo luogo economiche e di competitività modale . Upply Market Insights collega la contrazione alla riduzione dei noli marittimi dopo l’eccezionalità della crisi del Mar Rosso, quando nel 2024 gli attacchi Houthi aumentarono i costi del trasporto via mare, rendendo più appetibile la ferrovia come compromesso tra tempo e costo. Nel 2025 il vantaggio economico della rotaia si è attenuato, perché la progressiva (anche se non ancora consolidata) normalizzazione delle rotte e la maggiore fluidità delle catene di fornitura stanno avvantaggiando il mare. Secondo gli analisti, la gestione del rischio di frontiera, l’evoluzione dei noli marittimi e la domanda europea continueranno a orientare le scelte modali lungo l’asse eurasiatico anche nel 2026.

Shipping : nuovi equilibri all’orizzonte ?

Che il 2026 sia l’anno di un nuovo assetto globale per il trasporto marittimo ? Mentre la tensione monta nel canale di Panama, per cui la CK Hutchison di Hong Kong si è vista invalidare i contratti di concessione di lunga data, è tutto il settore dello shipping a dover affrontare cambiamenti profondi in questo 2026 che si annuncia turbolento. Secondo i dati elaborati da Maritime Analytica su base Alphaliner, tra il 2020 e il 2026 le principali compagnie di navigazione hanno avviato un’imponente espansione delle flotte, ridisegnando in modo strutturale gli equilibri del settore. Il cambiamento non riguarda soltanto le dimensioni delle flotte, ma anche le strategie industriali, la distribuzione del potere tra gli operatori e le prospettive economiche del comparto nel medio periodo. Se nel 2020, la leadership mondiale era saldamente nelle mani di Maersk , con una capacità di circa 4,19 milioni di TEU, seguita da MSC con 3,83 milioni, sei anni dopo lo scenario appare profondamente cambiato. L’ondata di nuovi ordini di navi, unita alle acquisizioni sul mercato dell’usato, ha modificato in modo significativo la classifica mondiale e la distribuzione della capacità. La fase espansiva, avviata nel pieno del boom dei traffici, sta ora entrando in una fase più matura, in cui il rischio di eccesso di offerta diventa sempre più concreto. La vera protagonista della nuova fase è MSC (Mediterranean Shipping Company), che secondo le proiezioni raggiungerà nel 2026 una capacità di circa 7,10 milioni di TEU, quasi il doppio rispetto al 2020 . Una crescita senza precedenti che consente al gruppo italo-svizzero di conquistare stabilmente la prima posizione mondiale, superando Maersk e rafforzando la propria presenza su tutte le principali rotte globali. L’ondata di nuove costruzioni solleva interrogativi sul possibile eccesso di offerta di stiva. Dopo i picchi di domanda del periodo pandemico, il mercato mostra segnali di normalizzazione, con una crescita più moderata dei volumi e una progressiva pressione sui noli. L’ingresso di numerose nuove navi potrebbe ridurre la redditività del settore e intensificare la competizione. In questo contesto, la nuova geografia del trasporto container non è solo una questione di classifica, ma riflette strategie industriali profondamente diverse: da un lato chi punta sulla scala e sulla quota di mercato, dall’altro chi privilegia integrazione, servizi e resilienza. La lotta si fa dura ! 👋 Ci vediamo la prossima settimana, Il Team Il Mercante

Sources

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