Il Mercante · n°180 · 7 maggio 2026
L’impotenza americana
- 🚢 Strategie difensive?
- 🚢 Wait and see
- ✈️ La resilienza del cargo aereo
Visualizzare nel browser L’essenziale in sintesi
Il dato della settimana
36% È il tasso di puntualità delle navi container rilevato da Xeneta. Il dato, in netto miglioramento rispetto al 27% di febbraio e al 30% di gennaio, sembra interrompere una tendenza negativa iniziata nell’ultimo trimestre del 2025. Gli analisti invitano tuttavia alla prodenza.
La citazione della settimana
« Il corridoio Gwadar-Gabd può offrire un percorso geograficamente efficiente, ma l’esposizione alle sanzioni e i vincoli logistici interni lo manterranno probabilmente un fenomeno di nicchia piuttosto che trasformativo, almeno nel breve termine » afferma in un post pubblicato su Linkedin, Antonella Teodoro, senior transport consultant di MDS Transmodal, in merito all’apertura dei corridoi doganali pakistanesi per collegare i propri scali principali ai valichi di frontiera iraniani di Gabd e Taftan. Obiettivo ? Trasformare il territorio pakistano in un ponte per le merci di paesi terzi dirette in Iran, bypassando i dazi all’importazione e i colli di bottiglia navali.
Strategie difensive?
Wait and see
Go or not to go? La riapertura dello stretto di Ormuz sembrava cosa fatta questo lunedì 4 maggio, e invece . L’operazione Project Freedom si è conclusa ancor prima di cominciare , per cosi dire. Con un annuncio a sorpresa su Turth Social, il Presidente statunitense ha congelato il piano, riportando l’industria marittima globale in un limbo di incertezza. Secondo Trump, lo stop sarebbe arrivato su esplicita richiesta del Pakistan e di altri alleati regionali. Il Tycoon ha rivendicato “tremendi successi militari” nella campagna di pressione contro l’Iran, sostenendo che Washington sarebbe ormai prossima a un “accordo completo e finale” con Teheran. Nonostante l’apertura diplomatica, il pugno di ferro rimane: il blocco navale contro le imbarcazioni legate all’Iran resterà in vigore finché i negoziati non porteranno a una firma definitiva . Lo stop al Project Freedom arriva di fatto a poche ore di distanza dall’ennesimo attacco nello Stretto di Hormuz. A pagare le conseguenze di un clima da guerriglia navale è stata questa volta una portacontainer della CMA CGM. Nonostante le rassicurazioni del Segretario alla Difesa Pete Hegseth, che aveva definito le rotte nuovamente “libere” dopo il transito scortato di due mercantili, la realtà dei fatti descrive uno scenario opposto: i dati sui traffici mostrano uno Stretto deserto per tutta la giornata di martedì, con zero transiti commerciali registrati. Non sorprende che MSC abbia inaugurato un nuovo servizio di collegamento tra l’Europa e il Mar Rosso e il Medio Oriente per utilizzare i porti del Mar Rosso come hub logistici per il successivo inoltro via terra della merce verso l’Arabia Saudita. Si fa quel che si può.
La resilienza del cargo aereo
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