Il Mercante · n°181 · 14 maggio 2026
Si fa quel che si può !
- 🚢 Si fa quel che si può
- ✈️ La crisi non risparmia il cargo aereo
- 🚢 I porti italiani reggono contro la crisi
Visualizzare nel browser L’essenziale in sintesi
Il dato della settimana
75,17 milioni di dollari
È il valore per le petroliere Aframax da 80.000/120.000 tonnellate di stazza, con otto anni di vita sulle spalle, secondo i dati pubblicati dalla società di analisi Veson Nautical. Si tratta dei livelli più alti mai registrati sino ad ora, con un aumento del 42% rispetto ai 53,08 milioni di dollari dello stesso periodo dell’anno scorso. Il responsabile? Certamente la crisi nello Stretto di Hormuz si conferma volano di profitti record.
La citazione della settimana
« Nonostante le forti disruption su Hormuz e Suez, il Mediterraneo mantiene una centralità strategica globale. L’Italia può giocare un ruolo sempre più rilevante nei nuovi equilibri della logistica mondiale » afferma Massimo Deandreis, Direttore Generale di SRM, nell’ambito dell’analisi che dimostra come i porti italiani stiano avendo un’ottima capacità di adattamento in fase di crisi.
Si fa quel che si può
L’ incertezza regna sovrana e i carrier fanno quello che possono tra blocchi, caro petrolio e domanda dei consumatori. Infatti, la mancanza di progressi nella riapertura dello Stretto di Hormuz e i prezzi persistentemente elevati del carburante non hanno frenato la domanda di container, poiché i volumi a livello globale stanno registrando una forte ripresa a maggio, alimentando una nuova tornata di aumenti delle tariffe di trasporto. Il Drewry World Container Index (WCI) è aumentato del 3% la scorsa settimana , dopo tre cali settimanali consecutivi, dovuti alle tariffe di trasporto più elevate sulle rotte commerciali Transpacific e Asia–Europa. Sulla rotta commerciale transpacifica, le tariffe sono aumentate in seguito all’implementazione dei supplementi di carburante di emergenza (EFS) e dei supplementi di alta stagione (PSS) da parte dei vettori. Le tariffe da Shanghai a New York sono aumentate del 7%, mentre quelle da Shanghai a Los Angeles sono aumentate del 5%. Il miglioramento delle tariffe di trasporto non ha portato benefici a tutti i vettori, poiché le perdite operative di Maersk per il trasporto marittimo si sono ampliate nel primo trimestre; si prevede che anche il partner Gemini Hapag-Lloyd segnalerà un peggioramento dei risultati nel corso di questa settimana. I due partner hanno modificato l’accordo Gemini per consentire un maggior numero di partenze senza copertura, poiché l’attenzione rivolta all’affidabilità del servizio non è riuscita a produrre alcun miglioramento nei margini di guadagno. Le compagnie cominciano inoltre ad annunciare forti aumenti del GRI per le settimane a venire, in particolare da parte di CMA CGM, con aumenti di oltre 1.000 dollari per container 40’ a partire dal 15 maggio. La stabilità non è certo dietro l’angolo.
La crisi non risparmia il cargo aereo
I porti italiani reggono contro la crisi
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