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Il Mercante · n°182 · 21 maggio 2026

Incontri al vertice

Visualizzare nel browser L’essenziale in sintesi

Il dato della settimana

È il numero di portacontainer non collegate a Teheran che, secondo i dati di Linerlytica, sono riuscite a varcare lo Stretto di Hormuz dall’inizio del conflitto.

La citazione della settimana

«I mercati del trasporto marittimo hanno un rapporto quasi meccanico con la geopolitica» spiegano gli analisti di Xeneta, sottolineando che dopo i picchi del Covid-19 e la prima crisi del Mar Rosso, i noli spot sulle rotte Estremo Oriente-Europa hanno vissuto una nuova crescita aggressiva tra fine febbraio e marzo, per poi stabilizzarsi ad aprile.

Salto in alto per i noli spot

Conti in rosso per lo shipping globale

Equilibri a geometria variabile

L’incontro tanto atteso tra Donald Trump e Xi Jinping non sblocca davvero la situazione. Nessun passo concreto, ad esempio, sullo Stretto di Hormuz, area su cui entrambe le potenze hanno concordato la necessità di evitare la militarizzazione o l’introduzione di pedaggi. Una opposizione di principio che è servita, se non altro, a ridefinire i contorni di un equilibrio strategico a lungo termine e a promuovere – nelle parole di Xi Jinping – “la comprensione reciproca e una fiducia più profonda”. Si tratta di un quadro di stabilità formale che consente oggi all’Iran di continuare a muoversi con una strategia a geometrie variabili. Ne è una prova il fatto che il governo di Teheran ha dato il via libera al transito delle navi cinesi, accogliendo una richiesta formale di Pechino in nome della loro forte partnership strategica (la Cina acquista circa il 90% del greggio esportato dall’Iran). Il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araqchi, ha insistito nel dire che lo Stretto è aperto a tutti tranne che ai paesi formalmente in guerra con l’Iran (ovvero Stati Uniti e Israele), e che Teheran è pronta a garantire il passaggio sicuro a chiunque, citando come esempio l’aiuto già dato ad alcune navi indiane. Nel frattempo, però, i monitoraggi di Lloyd’s List Intelligence dicono chiaramente che i passaggi effettivi a Hormuz sono crollati: se a metà aprile si contavano poco più di 80 transiti tracciabili (parliamo di navi sopra le 10.000 tonnellate), nelle prime settimane di maggio il numero è sceso sotto i 40. Se il presidente USA vede un “futuro straordinario insieme” con la Cina, il leader del Sol Levante gli fa eco affermando che i due paesi debbano “essere partner, non rivali”. Questa settimana, intanto, si gioca un altro incontro al vertice tra Pechino e Mosca con Putin ospite del leader cinese. Mai tempistica fu più serrata. Staremo a vedere.

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