Il Mercante · n°187 · 25 giugno 2026
A chi giova la tensione sui mercati?
- 🚢 Noli, la folle corsa
- 🚢 Dottor Jekyll e Mister Hyde?
- ✈️ A chi giova la tensione sui mercati?
Visualizzare nel browser L’essenziale in sintesi
Il dato della settimana
11mila marittimi
È la quantità di personale ancora bloccato nell stretto di Hormuz per cui sono iniziate le operazioni di evacuazione, secondo quanto riportato dall’Agenzia France Presse (AFP). Sebbene permangano numerosi punti di disaccordo tra Iran e Stati Uniti, si tratta di un segno tangibile dell’inizio di una soluzione al conflitto in Medio Oriente, secondo l’agenzia di stampa.
La citazione della settimana
« I colloqui diretti con l’Iran sono “buone basi” per un accordo sulla fine della guerra » ha dichiarato il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance a margine dei suoi colloqui con alti funzionari iraniani in Svizzera.
Noli, la folle corsa
Non si ferma l’impennata dei noli, e non c’è da stupirsi con la peak season alle porte, se non già in corso, e la geopolitica che rimescola le carte in tavola. Il Drewry World Container Index (WCI) è aumentato del 12% la scorsa settimana, spinto dalla crescita delle tariffe sulle rotte commerciali Transpacifica e Asia-Europa. L’indice composito si trova al livello più alto degli ultimi 18 mesi. Sulla rotta commerciale Transpacifica, le tariffe da Shanghai a New York sono cresciute del 15%, mentre quelle da Shanghai a Los Angeles sono balzate del 10%. Sulla rotta commerciale Asia-Europa, i noli da Shanghai a Rotterdam sono aumentati del 15% e quelli da Shanghai a Genova sono incrementati del 12% . La forte domanda dell’alta stagione, dovuta all’anticipo delle spedizioni prima dell’adeguamento del costo del carburante (bunker fuel) previsto per il 1° luglio, ha permesso ai vettori di applicare con successo i supplementi. I vettori hanno annunciato ulteriori PSS (Peak Season Surcharges) e tariffe FAK (Freight All Kinds) più elevate a partire da luglio. Di conseguenza, Drewry si aspetta che le tariffe aumentino ancora nelle prossime settimane. Gli analisti sottolineano anche come il recente, seppur provvisorio, accordo tra Stati Uniti e Iran ha migliorato il sentiment nei mercati marittimi globali, riducendo il rischio di interruzioni nello Stretto di Hormuz, un corridoio chiave per le esportazioni energetiche mondiali.Tuttavia, l’incertezza riguardo alla sua attuazione e alle implicazioni per lo shipping globale resta sovrana. Si prevede che l’allentamento delle tensioni geopolitiche stabilizzerà i prezzi del petrolio e del carburante per navi (bunker fuel), riducendo potenzialmente la pressione sui costi per i vettori marittimi . Nel frattempo, la forte domanda dell’alta stagione e la continua applicazione dei supplementi da parte dei vettori mantengono una pressione al rialzo sulle tariffe spot. L’allerta resta elevata.
Dottor Jekyll e Mister Hyde?
A poche ore dalla sigla dell’intesa in territorio neutro, USA e Iran continuano ad azzuffarsi attraverso le dichiarazioni degli uni e degli altri. Se il nuovo memorandum d’intesa tra Washington e Teheran apre infatti una finestra negoziale di 60 giorni con l’obiettivo dichiarato di arrivare a un accordo permanente che ponga fine alla guerra in Iran, non sempre i due paesi danno la stessa versione. Dalle ispezioni ai siti nucleari alla gestione dei fondi scongelati, fino al futuro dello Stretto di Hormuz e al conflitto in Libano, si tende a tirare a sé la coperta. Per il traffico marittimo nello stretto, la tensione resta palpabile. Il principale elemento di criticità materiale resta infatti la presenza stimata di circa 80 mine navali residue, la cui bonifica profonda avrebbe richiesto, secondo gli analisti, almeno sei mesi di lavoro. In quel brevissimo lasso di tempo, il traffico marittimo aveva già subito una contrazione verticale: dai livelli pre-crisi superiori ai 100 transiti giornalieri si era passati a circa 24 navi al giorno (meno del 25% della capacità ordinaria). Per evitare incidenti causati da malintesi nello Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti e l’Iran hanno istituito una linea di comunicazione diretta . Lo ha annunciato una nota congiunta dei governi di Pakistan e Qatar, che stanno agendo da mediatori tra Washington e Teheran durante le trattative in Svizzera. La linea calda servirà a garantire la sicurezza nel canale strategico durante le operazioni di sminamento, che dureranno trenta giorni come previsto dal Memorandum d’Intesa. ll coordinamento politico della mediazione sarà invece affidato a un comitato di alto livello appositamente costituito. Il comitato ha concordato una tabella di marcia per raggiungere un accordo finale tra le due nazioni entro 60 giorni, data di durata della finestra negoziale.
A chi giova la tensione sui mercati?
Il trade transpacifico potrebbe presto prepararsi ad una profonda riconfigurazione. È quanto affermano gli analisti di Sea Intelligence, secondo cui i forti aumenti delle tariffe spot starebbero per innescare una nuova ondata di servizi indipendenti, esterni alle grandi alleanze globale, sul corridoio che collega l’Asia alla costa occidentale degli Stati Uniti (NAWC). L’analisi conferma un trend storico del settore: i picchi tariffari attraggono vettori di nicchia stagionali, mentre i ribassi ne decretano la fuga . Incrociando le variazioni dei noli spot con la quota di stiva offerta dagli operatori indipendenti (con una media mobile a 4 settimane), gli analisti hanno rilevato una correlazione record dell’83%. Questa dinamica non è però immediata: lo sfasamento temporale necessario a trasformare il trend economico in piani operativi è di 15 settimane (circa tre mesi e mezzo). La proiezione degli analisti è chiara: se i noli spot si manterranno sui livelli attuali, assisteremo a breve al lancio di nuovi collegamenti Asia-NAWC. La spinta arriverà sia da compagnie esterne ai grandi consorzi, sia dagli stessi vettori strutturati che sceglieranno di posizionare navi extra al di fuori degli accordi di alleanza per capitalizzare la domani. Anche sul fronte del cargo aereo, tira aria di rally. Come sottolineano i nostri analisti, le tariffe del trasporto aereo di merci rimangono elevate. Compagnie aeree, spedizionieri e caricatori si adattano a un mercato rimodellato dal recente conflitto iraniano, dagli elevati costi del carburante e dall’incessante domanda da parte del settore dell’intelligenza artificiale. I tassi sono diminuiti solo del 2,1% nelle quattro settimane fino al 1° giugno, ma restano comunque più alti del 33,4% rispetto alla stessa data dell’anno scorso. Nonostante i disagi, i volumi di carico si sono dimostrati notevolmente resilienti. WorldACD ha riferito infatti che i volumi di merci in entrata nel Golfo, diminuiti di circa il 60% subito dopo l’escalation del conflitto, erano tornati ai livelli dell’anno precedente nel mese di maggio. TAC ha osservato che i prezzi del carburante per aerei sono scesi di quasi il 25% tra aprile e maggio, ma rimangono superiori di oltre il 57% alla media dello scorso anno. Quello che non ti uccide ti rende più forte ?
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