Il Mercante · n°193 · 3 settembre 2026
Si rimescolano le carte del trade marittimo
- 🚢 La prudenza non è mai troppa
- 🚢 Fine estate, fine tregua
- ✈️ Bene ma non benissimo (per l'Italia)
Il dato della settimana
50 mld €
Si tratta del maggior costo sostenuto dall’Unione Europea per le importazioni di combustibili fossili dall’inizio del conflitto USA-Iran, secondo i dati forniti da Bruxelles.
La citazione della settimana
« Il cargo aereo è una sfida essenziale per la competitività dell’industria italiana » ha detto il Commissario straordinario di Enac Carlo Mearelli, in occasione del meeting CI di Rimini.
Shipping: la prudenza non è mai troppa
La prudenza la fa da padrone in questa settimana di ripresa. Il Drewry World Container Index (WCI) di fine agosto ha infatti segnato una lieve flessione (-1%) rispetto alla settimana precedente, attestandosi a 4.473 dollari per container da 40 piedi. Segno di cautela e attesa per le evoluzioni geopolitiche mondiali. Sul trade transpacifico, le tariffe spot da Shanghai a New York sono diminuite del 2%, mentre quelle da Shanghai a Los Angeles sono rimaste stabili. Secondo il Container Capacity Insight di Drewry, per questa settimana sono state annunciate quattro blank sailing, in calo rispetto alle sette della settimana precedente, il che indica un aumento della capacità disponibile. Con una domanda che rimane resiliente e i vettori che continuano a gestire la capacità, Drewry si aspetta che le tariffe di trasporto rimangano meno volatili per inizio settembre. Sulla rotta commerciale Asia-Europa, le tariffe da Shanghai a Genova sono in calo del 2% e quelle da Shanghai a Rotterdam in diminuzione del 3%. Il mercato del trasporto container Est-Ovest rimane incerto, poiché le pressioni geopolitiche e operative continuano a rimodellare le rotte marittime. E l’incertezza domina lo Stretto di Hormuz, mentre alcuni vettori stanno cautamente riprendendo i transiti nel Canale di Suez a seguito di migliori valutazioni sulla sicurezza. Malgrado un quadro piuttosto fosco, però, le compagnie di trasporto container hanno portato a casa buoni risultati finanziari nel secondo trimestre 2026. Dai dati pubblicati da Sea Intelligence emerge come i vettori abbiano chiuso il periodo aprile-giugno con un 43,4 miliardi di dollari di ricavi e un incremento del 15,9% su base annua. Un risultato che è stato favorito da una crescita dell’8,9% sulla rotta Transpacifica e del 4,9% sulla rotta Asia-Europa. “Questi dati sui volumi suggeriscono che il mercato ha ritrovato una solida base dopo le interruzioni dello scorso anno” scrivono gli analisti di Sea Intelligence. Ad maiora, diremmo noi.
L’estate finisce, la tregua pure
La fine dell’estate coincide con la fine di una tregua che tutti speravano più duratura. Lo Stretto di Hormuz è infatti tornato al centro delle attività militari tra Stati Uniti e Iran dopo quasi un mese di relativa calma. Il 30 agosto 2026 il Central Command statunitense ha annunciato la distruzione di due lanciatori dei Pasdaran sull’isola di Larak, nella parte orientale dello Stretto, spiegando che le forze dell’Islamic Revolutionary Guard Corps stavano predisponendo il lancio di razzi carichi di mine navali. L’azione, definita da Washington “limitata e precisa”, avrebbe dovuto neutralizzare una minaccia imminente alla navigazione internazionale ed è la prima operazione dichiarata contro forze iraniane dalla fine di luglio. Teheran ha risposto immediatamente dichiarando che l’Iran non cerca la guerra ma fornirà una risposta “decisiva” a ogni aggressione. sul piano militare, la risposta è arrivata nella notte tra il 30 e il 31 agosto quando forze iraniane hanno lanciato missili contro basi americane in Giordania (l’esercito giordano ha confermato di averne intercettati otto). Le fonti non permettono ancora di determinare la situazione con certezza, ma sembra anche che s tarebbe proseguendo la campagna iraniana contro le navi cargo. In tutti i casi, la navigazione commerciale attraverso Hormuz resta molt o limitata . Armatori, noleggiatori e assicuratori gestiscono ovviamente l’esposizione al rischio con grande prudenza. Intanto i l mercato energetico ha reagito rapidamente con il Brent che, lunedì, ha superato 90 dollari al barile, con un rialzo di circa il 2,8-2,9% rispetto alla seduta precedente. Ing ha segnalato anche il prolungamento del divieto russo sulle esportazioni di gasolio, esteso sino alla fine di settembre 2026. La combinazione tra riduzione dei flussi dal Golfo e vincoli sull’offerta russa di prodotti raffinati mantiene tesa la situazione anche per l’approvvigionamento europeo. Il ritorno alla normalità resta per ora un miraggio.
AirCargo: bene ma non benissimo (per l’Italia)
Se il settore si porta bene a livello globale, non è la stessa cosa per l’Italia. Secondo le rilevazioni di Iata il mese di luglio è stato positivo per il comparto nel suo insieme, con l’Italia fanalino di coda . I dati forniti dall’associazione indicano infatti nel mese un aumento globale dei volumi del 3,9% in termini di tonnellate-km, a fronte di una più limitata crescita della stiva disponibile (+1,7%). L’incremento dei traffici merci ha interessato in particolare i vettori di Asia Pacifico, Europa e Nord America, che hanno contribuito per il 90% all’aumento globale. Il mercato europeo in particolare ha registrato una crescita più alta, pari al +4,4%, mentre la capacità è salita su livelli più bassi di quelli medi globali, per un + 1,3%. L’Italia, invece, segna un deciso -2,9%, con movimentazioni complessive per 116.277 tonnellate. A vivere la flessione maggiore, tra gli aeroporti più importanti, è proprio Malpensa, che con traffici pari a sole 63.141,4 tonnellate chiude il settimo mese dell’anno con una contrazione dell’8,5%. Secondo Marie Owens Thomsen, Senior Vice President per l’area Sustainability e Chief Economist di Iata, nel complesso a luglio si è osservata una crescita della quota di mercato degli aerei freighter dedicati , mentre sono calati i volumi gestiti tramite capacità belly, a riflettere “probabilmente” una domanda per spedizioni di taglia più ampia o specialistiche e la richiesta di maggior flessibilità che i velivoli solo-merci possono garantire. Secondo l’associazione, l’outlook per il settore resta ampiamente positivo, supportato dalla attività manufatturiera, dagli ordini per le esportazioni e dagli scambi globali. “Tuttavia – ha aggiunto Owens Thomsen – prezzi del carburante più elevate, tensioni geopolitiche e incertezze sui dazi meritano di essere monitorati attentamente”. Staremo a vedere.