Il Mercante · n°194 · 10 settembre 2026
Si rimescolano le carte del trade marittimo
- 🚢 Stabilità sui noli
- ✈️ Prudente fiducia
- 🚢 Nuove rotte crescono
Il dato della settimana
56,4% È il livello di affidabilità degli orari delle navi portacontainer a livello globale registrato a luglio. Il dato evidenzia un calo di 6,1 punti percentuali rispetto al mese precedente. Lo rivela Sea Intelligence, sottolineando che si tratta della flessione mensile più marcata dal gennaio 2021.
La citazione della settimana
« Il rischio è quello di vedere il Mediterraneo declassato a un grande lago per soli traghetti e crociere, perdendo il ruolo strategico di corridoio per il Sud Europa. Per evitare questo declino serve una forte diplomazia marittima.» ha detto Maurizio Maresca, avvocato marittimista e professore ordinario di Diritto dell’Unione europea e di Diritto internazionale all’Università di Udine, in un’intervista in occasione del Bled Strategic Forum in Slovenia.
Stabilità sui noli
La settimana del cargo marittimo si è rivelata stabile almeno sul fronte dei noli . Se la tensione geopolitica non si allenta, anzi dà da pensare anche nel Mediterraneo, il World Container Index, diffuso da Drewry il 3 settembre 2026 ha indicato una variazione media globale praticamente nulla a livello settimanale. Secondo gli analisti si tratta del risultato di due andamenti divergenti: l’aumento dei noli spot sulle rotte cinesi verso gli Stati Uniti e la flessione su quelle verso il Nord Europa e il Mediterraneo. Il confronto con dodici mesi mantiene l’indice composito in crescita del 112%. Il segnale più marcato giunge dal Mediterraneo e va nella direzione opposta a quella del transpacifico. La tratta Shanghai-Genova ha perso il 10%: la flessione settimanale più ampia dell’intero paniere. Sul corridoio nordeuropeo la contrazione è stata meno pronunciata ma comunque coerente, con Shanghai-Rotterdam a –5%. Il ritorno da Rotterdam a Shanghai, che si muove su valori di un ordine di grandezza inferiore, ha guadagnato l’1%. Su base annua le tre relazioni restano comunque in territorio positivo: +65% la Shanghai-Genova, +72% la Shanghai-Rotterdam, +29% il ritorno verso l’Asia. Sul Pacifico la dinamica è rovesciata proprio sul fronte della capacità. Le blank sailing annunciate per questa settimana sono sei, il doppio rispetto a quella precedente, e la contrazione dell’offerta si è già riversata sui noli: la rotta Shanghai-Los Angeles è salita del 5%, mentre la Shanghai-New York ha segnato un +3%. È sulle rotte verso la costa occidentale statunitense che il confronto annuo raggiunge i valori più elevati dell’indice, con un +185%; la relazione verso New York si ferma a +161%. In direzione inversa, il collegamento Los Angeles-Shanghai ha ceduto il 3%, con un incremento annuo contenuto all’11%. Per questa settimana Drewry indica una sostanziale tenuta dell’indice , motivata dalla resilienza della domanda e dalla gestione della capacità da parte dei vettori. Un elemento che potrà pesare sull’equazione fra domanda e offerta è il ritorno delle navi nel Canale di Suez. In parallelo, restano sul tavolo i fattori di rischio esterni. Nel Medio Oriente il livello di esposizione geopolitica non si è ridotto e i ripetuti attacchi alle navi cargo continuano ad alimentare disservizi nello Stretto di Hormuz. In Cina i porti operano in condizioni di congestione, aggravata dall’impatto del tifone Saudel su una situazione già compromessa da altri eventi meteorologici recenti. Intanto, la siccità che interessa il Canale di Panama mantiene le restrizioni al passaggio a 34 transiti giornalieri nella prima parte di settembre. Non è ancora il momento di abbassare la guardia.
AirCargo: prudente fiducia
L’estate calda del cargo aereo non si è ancora raffreddata. Lo dimostrano i dati rilevati da Xeneta. Ad agosto 2026 i volumi globali sono cresciuti del 6% su base annua, dopo il +5% registrato a luglio, un andamento che smentisce la stagionalità attesa per i mesi centrali dell’estate. Nelle tariffe i noli spot globali, quelli con validità fino a un mese, sono rimasti superiori del 24% rispetto ad agosto 2025, con una media di 3,13 dollari per chilo. Però la crescita delle tariffe rallenta per il terzo mese consecutivo: il confronto annuo era a +28% a luglio, +38% a giugno e ha toccato il massimo del +41% a maggio. Su base mensile agosto ha segnato una flessione del 3%, un arretramento più contenuto del 6% del mese precedente. L’offerta di stiva è rimasta invariata rispetto all’anno precedente . Con la domanda in aumento e la capacità ferma, il fattore di carico dinamico elaborato da Xeneta (che misura l’utilizzo della capacità combinando volume e peso del carico trasportato con lo spazio disponibile) è aumentato al 61%, tre punti percentuali sopra l’agosto 2025. “Il modo in cui si vede il mercato dipende da dove si è seduti”, osserva Niall van de Wouw, Chief Airfreight Officer di Xeneta. “I noli stanno scendendo mese dopo mese e il divario rispetto ai livelli dell’anno scorso si sta riducendo, perfettamente in linea con le nostre attese, e le compagnie aeree spereranno di tenere il livello attuale fino all’avvio della stagione di punta”. I l punto di vista dei caricatori è opposto: “Se compraste qualcosa che costa il 24% in più rispetto a un anno fa, e questo pesa molto sui bilanci, non sareste contenti”, ha proseguito il responsabile. “Ma non cogliamo segnali di un forte aumento della domanda nei prossimi mesi e riteniamo che le tariffe aeree scenderanno ancora, solo non tanto rapidamente quanto i caricatori vorrebbero. Resta un mercato del venditore”. Nell’attesa, gli spedizionieri continuano ad acquistare capacità sul mercato a breve termine, per verificare se la tendenza mensile al ribasso accelera. La combinazione fra una domanda che cresce più dell’offerta e il rincaro del carburante avio nelle ultime settimane spiega perché la discesa proceda a piccoli passi. E la prudenza non è mai troppa, aggiungiamo noi.
Nuove rotte crescono
Siamo di fatto di fronte a cambiamenti profondi della supply chain globale . Gli stravolgimenti legati alle guerre USA-Irano, ma anche Russia-Ucraina non risparmiano certo gli spedizionieri et le catene di approvvigionamento. Parallelamente, iniziano a manifestarsi nuove possibilità, come le rotte artiche. E non sorprende che nel 2026 ci sia stata un’accelerazione della rotta artica (Northern Sea Route) , con più portacontainer che la stanno percorrendo, grazie alla collaborazione tra Russia e Cina. Una collaborazione si sta estendendo oltre la mera navigazione e che ora comprende anche la progettazione di portacontainer dedicate grazie all’accordo tra il gruppo nucleare russo Rosatom e l’armatore cinese NewNew Shipping. Il primo ha approvato il progetto di massima di una nave cellulare di classe Arc7 dedicata alla navigazione lungo la costa artica russa. Rosatom, il gruppo nucleare statale russo, gestisce da anni l’infrastruttura della Northern Sea Route, compresi i rompighiaccio e i servizi di assistenza alla navigazione, mentre NewNew Shipping Line, armatore cinese, ha iniziato nel 2023 la navigazione artica tra Cina e Russia. Le due società hanno costituito, alla fine del 2024, una joint-venture in Cina, la Northern Sea Route Shipping Line, che ha lo scopo di organizzare i traffici e di commissionare la progettazione e la costruzione delle navi ad alta classe ghiaccio. E l a rotta artica attira anche altri Paesi asiatici, tra cui spicca la Corea del Sud. Ma bisogna considerare che per affrontare queste rotte è necessario l’uso di equipaggi specializzati, servizi di rompighiaccio, premi assicurativi più alti e il rischio di viaggi di ritorno sottoutilizzati, dato che il flusso Asia-Europa resta strutturalmente più ricco di quello inverso. Che margine di sviluppo ci sia realmente, lo vedremo solo con il tempo.