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Il Mercante · n°173 · 19 marzo 2026

Quando la geopolitica detta le regole

Visualizzare nel browser L’essenziale in sintesi

Il dato della settimana

156.074 Si tratta del volume (in TEU) della capacità minima intrappolata ad oggi nel Golfo Persico a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz, secondo le stime di Sea Intelligence.

La citazione della settimana

« Mi rendo conto di nuotare contro corrente, ma mi sento di affermare che lo shipping una volta di più saprà rispondere all’emergenza con l’elasticità e la capacità di adattamento che ha dimostrato anche in tempi recenti » ha dichiarato il presidente di Federagenti, Paolo Pessina, a commento della crisi dettata dal conflitto in Medio Oriente.

Tariffe esplosive

Congestione geopolitica localizzata

Sofferenza del cargo aereo

Non sorprende nessuno, eppure fa male. La guerra tra Usa-Israele e l’Iran sta facendo cadere le spedizioni aeree globali , con effetti che vanno ben oltre l’area del Medio Oriente. Lo confermano le ultime analisi di World Acd : nella settimana terminata l’8 marzo – quindi la prima pienamente successiva all’avvio del conflitto – il traffico aereo merci globale si è contratto del 4% rispetto a quella precedente, risultando inferiore del 12% a quella corrispondente del 2025. Mentre i trasporti con origine in Nord America (+3%) e Asia Pacifico (+5%) hanno avuto lievi incrementi, quelli da tutte le altre regioni hanno registrato cali notevoli in termini di peso fatturabile. In particolare Medio Oriente e Asia Meridionale (Mesa) ha mostrato un calo del 36%, seguito dal -23% dall’Africa, dal -7% dell’Europa e dal -2% dall’America Centrale e Meridionale. Una conseguenza della guerra è la deviazione di capacità . Mentre quella da e per il Golfo, il Levante e l’Asia meridionale è quasi dimezzata rispetto alla settimana precedente, quella verso l’Europa dall’Asia Pacifico è cresciuta del 20% e dal Sud Asia del 13%, mentre in direzione opposta gli aumenti sono stati 26% e del 18%, guidata in maggioranza da più voli cargo diretti. Dall’Asia Pacifico all’Europa i traffici sono cresciuti del 4% su base settimanale (con un +17% dal Vietnam e un +14% dalla Cina, per via della ripresa post-Capodanno Lunare), e su quelli verso il Nord America si registra una forte crescita. La perdita temporanea di una grossa fetta di capacità ha inevitabilmente spinto al rialzo i noli, con la media globale che è salita del 6% su base settimanale a 2,40 dollari, il +3% in più rispetto a un anno fa. In particolare i prezzi dall’area Mesa verso l’Europa sono schizzati del +57% su base settimanale, con aumenti del 93% dallo Sri Lanka e del 77% dagli Emirati Arabi Uniti. Soffre Malpensa con un calo del 25% dei movimenti dei freighter e del 12% dei volumi trasportati tramite belly cargo nella prima settimana di conflitto.

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